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Gen 3, 9-15. 20; Sal. 97, 1. 2-3ab. 3bc-4; Rm 15, 4-9; Lc 1, 26-38.Hugo van del Goes, Ante chiuse del Trittico Portinari (1477-1478 – conservato nella Galleria degli Uffizi, Firenze)

La scena riprende il momento in cui l’angelo Gabriele appare a Maria per portarle l’annuncio della maternità divina. Le due figure sono monocrome e rappresentare come sculture dentro nicchie che ricordano la strombatura di finestre.

In particolare Maria è seduta sulla panca ricavata nel muro e ha la destra sul libro delle Scritture, presumibilmente sul testo di Isaia nel quale si parla di una vergine che darà alla luce l’Emmanuele. È lievemente voltata verso l’angelo che le giunge alle spalle; la sinistra è posata sul petto, come in un lieve gesto di timore per quella visita inattesa e che diviene ben presto turbamento per quanto le viene annunziato. La figura è avvolta da un manto molto ampio, che ricade a terra e le nasconde i piedi; il manto era posato sul su capo, che nel rigirarsi di Maria scende sulle spalle lasciando vedere i capelli spartiti in cima da una riga e ricadenti sulle spalle. È, dunque, nell’intimità della sua stanza (interiore), non ancora pronta per uscire. Tiene il capo lievemente chinato verso l’angelo e gli occhi bassi mentre sulla testa plana una colomba con le ali aperte e le zampe distese nell’atto di per posarsi. La figura proietta sullo sfondo un’ombra per una luce che viene dall’esterno della scena alla sinistra di chi osserva; la luce inonda Maria già da prima che l’angelo la raggiungesse: lei è veramente la piena di grazia!

L’angelo è ripreso nell’istante in cui si presenta a Maria; ha le gambe contratte e le ali ancora aperte come un uccello quando si posa a terra; ha una corona, che lo indica come uno degli arcangeli; la mano destra è levata in alto in un gesto simile a quello del sacerdote quando benedice e tiene pollice, indice e medio più aperte per richiamare la Trinità, da cui è stato inviato; nella mano sinistra, invece, ha lo scettro, segno della maestà di Dio e segno pure dell’ambasciatore, che viene con l’autorità di chi lo ha inviato. È vestito con la tunica e il piviale liturgico e ricorda che egli è uno degli angeli che stanno sempre presso il trono di Dio, nella grande liturgia celeste. L’incarnazione del Figlio, dunque, è stata decisa dalle Divine Persone tra la gioia incontenibile del paradiso e viene comunicata a Maria perché essa e tutta l’umanità si rallegri della salvezza che finalmente è viene a rinnovare la terra.

La staticità delle figure, suggerite dalla monocromia che fa pensare a sculture di pietra, si cambia subito in una dinamicità tutta interiore, che dispone alla contemplazione del compimento del Mistero annunciato. Dopo avere contemplato l’annunciazione a Maria, colui che ha gustato intimamente la scena e ne sente in sé la grandezza, attende con ansia che il Mistero si sveli … nell’apertura delle ante del trittico. Qui tutto è annunciato, ma non ha ancora i colori della vita. Quando il polittico sarà aperto, il Mistero nascosto nei secoli in Dio si mostrerà nello splendore dei colori della creazione.