Eretta sotto la direzione del gesuita aquilano Giuseppe Valeriani,
la cappella fu originariamente dedicata - da S. Francesco Borgia - a
S. Francesco d'Assisi, il che spiega i cinque dipinti ad olio, su tavola
e su tela, con gli episodi della vita di Francesco, opera di almeno due
pittori, Giuseppe Peniz, poco noto artista fiammingo o tedesco e di Paolo Bril,
di Anversa (1554-1626), un paessaggista al quale è dovuta l'affresco
del soffitto, Tentazione di San Francesco, del vestibolo che conduce
dal transetto alla cappella.
Tre altre tavole sono in visione nel piccolo
museo accanto alla sacrestia odierna.
Successivamente, crescendo la diffusione del culto al Sacro Cuore di Gesù,
si volle convertire la cappella in santuario delle famiglie italiane
consacrate al Sacro Cuore e sull'altare venne innalzato l'attuale
dipinto su rame, opera del 1760 di Pompeo Batoni (1708-1787).
Nella volta sono stati dipinti figure di Dottori della Chiesa e di Evangelisti, dovute al manierista bolognese Baldassarre Croce, detto il Baldassarino (1558-1628), fortemente influenzato dai Carracci e dal Reni.
