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Cappella della Santissima Trinità


 
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E' una delle cappelle più sontuose per i marmi pregiati che compongono tutt'intorno un alto zoccolo. Il nome della cappella, il cui patrono era l'ecclesiastico Pirro Taro, deriva dalla raffigurazione della pala dell'altare, opera di Francesco Bassano (1549 - 1592).
 

Agli affreschi, realizzati nel 1588-89, hanno lavorato tre pittori principali quasi contemporanei, insieme a un gruppo di giovani artisti, meno noti. Però l'attribuzione delle singole opere resta controversa. Uno studio recente assegna gli affreschi nel modo seguente:

1. A Giovanni Battista Fiammeri (1530-1606), un fratello gesuita fiorentino: la Creazione nella volta, gli angeli sui pilastri, e il disegno di alcuni altri affreschi, incluso il Battesimo di Gesù, sulla parete destra, che Fiammeri ha forse dipinta assistito dallo sconosciuto "Maestro Bernardino". Inoltre, egli ha apparentemente diretto l'intero progetto decorativo nella cappella;
 

2. A Durante Alberti, di Borgo San Sepolcro (1538 - 1613): la Trasfigurazione sulla parete sinistra e forse Abramo con i tre Angeli nell'ovato destra;
 

3. A Ventura Salimbeni , di Siena (1557 - 1613): Eterno Padre tra cori di angeli nell'ovato sinistro, e nei pennacchi, gruppi di angeli con attributi del creatore.
 

Una cornice di marmo giallo venato inquadra la tela in cui Francesco Bassano il Giovane (1540-1592) ha rappresentato la "Santissima Trinità".
 

Nel reliquiario sull'altare è custodito il braccio destro del gesuita S. Andrea Bobola, martire polacco († 1657), canonizzato da Pio XI nel 1938.

 


Data ultimo aggiornamento: 22/8/2006

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