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Dom. IIA- Is 49,3.5-6; Sal 39,2et4ab.7-8a.8b-9.10; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34

… ecco colui che battezza in Spirito Santo!

 Il testo, a partire dal fatto storico della relazione tra Giovanni il battista e Gesù, raccoglie ed esprime la fede della Chiesa. Giovanni presenta Gesù come «l’agnello di Dio, … che toglie il peccato del mondo». Un’immagine che poteva sorprendere chi coltivava del Messia la figura del condottiero che avrebbe liberato Israele con mano potente.

Nella Bibbia, infatti, l’agnello appare come la vittima sacrificale per eccellenza. Troviamo l’agnello nella Pasqua che segnò la liberazione di Israele: col suo sangue furono segnate le porte degli Israeliti, che in questo modo furono salvati dalla furia dell’angelo sterminatore. Ancora l’agnello è al centro del grande sacrificio nel giorno dell’espiazione, quando il Sommo Sacerdote entrava nel Santuario e lo aspergeva col sangue della vittima. Il profeta Isaia parla di un misterioso Servo, sul quale si abbatte l’ira di un popolo; su di lui vengono scaricate tutte le colpe, ma egli rimane mansueto, paziente e remissivo mentre viene portato al supplizio, proprio come una vittima al macello.

Dinanzi a questa immagine le attese di chi attende redenzione devono aprirsi a una diversa comprensione delle promesse e della storia per accogliere un Messia che non viene con la forza del cavallo, ma con la mitezza disarmata di un agnello. Fu la fatica di Israele e rimane la fatica di ognuno che desidera una vita diversa e più giusta. È una conversione che impegna il cuore e la mente e richiede la capacità generosa di lasciarsi “deludere” da Gesù; da lui infatti non si ci dovrà aspettare una liberazione fatta di azioni potenti, tese a schiacciare e a umiliare i nemici. Egli insegnerà a cambiare le cose con la forza della debolezza: ai suoi chiederà di seguirlo lungo una via che non castigherà nessuno, ma a chi saprà donare la vita darà il gusto di una vita diversa, come la vita di Dio è diversa da quella degli uomini; una vita che nessuno può conquistarsi da sé, ma è dono di Dio. Seguendo lui e ripetendo le sue scelte per l’uomo, ognuno si ritroverà amico di Dio, l’Alleanza sarà ristabilita, e sarà per sempre; Dio gli sarà Padre e se ne prenderà cura e gli donerà il suo stesso spirito, perché prenderà per figli suoi coloro che, condividendone i sentimenti, saranno divenuti amici e compagni del Figlio.

Giovanni afferma: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui». Ancora un’immagine: qui è la colomba. Evoca lo Spirito di Dio che, all’inizio della creazione, si librava sulle acque. Ma qui ricorda soprattutto la colomba che torna al suo nido, al luogo della sua dimora: in Gesù lo Spirito di Dio è a casa sua. L’espressione di Giovanni richiama l’esperienza che si fa quando, considerando come agisce una persona, si intuisce che essa è in sintonia con Dio. È quello che molti hanno potuto vedere nei Santi: di essi si poteva dire che in loro viveva e agiva lo Spirito di Dio, il suo stesso amore, la sua benevolenza per gli uomini. Ebbene la Comunità cristiana aveva dinanzi agli occhi la vita di Gesù; conosceva bene le sue scelte – talvolta incomprensibili ai discepoli – così contro corrente, così distanti dai toni severi dello stesso Giovanni il battista. Gesù era risorto dai morti e questa era la garanzia che Dio aveva posto su di lui e attestava che la sua scelta di mantenersi fedele nell’amore fino alla fine corrispondeva al cuore di Dio, perciò la comunità credente poteva affermare che lo Spirto di Dio era su Gesù. Anzi, Gesù pieno dello Spirito Santo si svela come l’uomo vero: l’uomo secondo Dio, colui del quale Dio si compiace, e lo si può indicare a tutti con certezza come l’«Uomo». Pilato, senza saperlo, lo mostrerà alla folla impazzita di Gerusalemme e a tutte le generazioni dicendo: «Ecco l’Uomo!». Gesù è l’Uomo come Dio lo aveva pensato creando Adamo.

Gesù «è colui che battezza in Spirito Santo». Il battesimo è un’immersione: più ancora che un lavacro, è come una sepoltura, una morte per una vita nuova; è come rientrare in un grembo che rigenera a una vita diversa. Il battesimo nell’acqua con il quale la Chiesa rigenera i suoi figli è il “segno sacramentale” di ciò che continua ad accadere mediante la partecipazione alla vita della comunità credente. In essa, infatti, vive lo Spirito Santo e chi si immerge nella vita della Comunità: nella sua preghiera e nella sua premura per l’uomo è come una pianta immersa nell’acqua che le ridona vita e ne rende copiosi i frutti. Gesù ha vissuto con un cuore umano i sentimenti di Dio; ha compiuto le sue scelte nel tempo con la sapienza e la generosità di Dio; egli ha mostrato che è possibile … vivere da Dio: con l’annunzio del Vangelo ognuno riceve l’invito a lasciarsi animare dal suo stesso Spirito e vivere come suoi figli. Gesù immerge i suoi amici nel suo amore sorprendete: basta pensare all’esperienza di quei primi che sperimentarono la sua bontà forte, esigente, paziente e fedele. Gesù ha dato anche la capacità di vivere in modo diverso, cioè di vivere come lui, condividendo i suoi sentimenti. Chi si lascia avvolgere dalla sua misericordia, ne accetta l’amicizia e aderisce a lui con tutto il cuore; chi gli dà fiducia, crede al suo insegnamento e prova a ripetere nella propria storia quotidiana le sue stesse scelte viene animato da una forza che non si può dare da sé, ma gli giunge come un dono: vive la sua vita quotidiana non senza fatica, ma è come spinto dal vento, di cui sente l’alito, ma non si sa di dove viene, né dove va…

Giovanni ha visto, ha creduto e rende testimonianza e attesta: è Gesù, il Figlio di Dio nato da Maria, l’amico di ogni uomo, colui che ognuno attende. Egli salva perché apre gli occhi dei ciechi e li rende capaci di scorgere tra le pieghe del tempo i segni della fedeltà di Dio; egli, facendo sentire amati da Dio acquieta i cuori e insegna la gioia di essere misericordiosi: chi è stato guarito da lui impara a fasciare i cuori spezzati e a farsi prossimo e se aveva il cuore inaridito dalla solitudine sente rinascere il gusto della vita… Egli è veramente colui che «battezza in Spirito Santo», colui che immerge nella vita di Dio.

PDL