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Festa della Immacolata

Ultimi voti di p. Stefano del Bove e p. Paul Rolphy Pinto

Roma, Chiesa del Gesù, 8 dicembre 2017

Cari fratelli e sorelle

 

Maria è segno dell’umanità riconciliata, cioè senza peccato. Maria è frutto del Cristo come Gesù è frutto del suo grembo. In Maria si è compiuta la promessa del Signore ed è stato messo davanti ai nostri occhi come è possibile per Dio ciò che sembra impossibile a noi: riuscire nella missione di riconciliare con lui un’umanità riconciliata anche al suo interno e col creato. È Maria, quindi, la vera Eva, per la grazia di Dio, madre di tutti i viventi.

 

Maria, come Abramo a suo tempo, ha messo tutta la sua fiducia in Dio. Si è messa in cammino aspettando di sapere, strada facendo, dove andare. Maria ha sperimentato Iddio nell’incontro con l’Arcangelo Gabriele. Nelle sue parole ha trovato forza per credere. Nel suo abbraccio ha trovato la sicurezza della grazia necessaria per andare avanti nel cammino che sarebbe stato indicato dal Signore passo dopo passo. Il racconto di questo incontro tra Maria e l’Arcangelo Gabriele ci permette di immaginare la profondità dell’amore di Dio sperimentato da Maria, ci permette di scorgere la potenza di questo amore di Dio riguardo all’umanità e la sua decisione di regalarci se stesso in Gesù incarnato povero tra i poveri.

 

Consideriamo Maria privilegiata. Tanto è vero che Lei pronuncia le belle parole del Magnificat come risposta al saluto che le fa la sua cugina Elisabetta, anche Lei favorita da Dio come madre del precursore, Giovanni, parte del disegno salvifico con il quale il Signore ha mostrato il cammino della riconciliazione. Maria è davvero privilegiata, ma non ritiene per sé questo privilegio. Maria è anzitutto madre, quindi trasmette la grazia ricevuta, tramite Gesù, a tutti gli esseri umani che, come Lei, dicono nel proprio cuore avvenga per me secondo la tua parola.

 

Ecco, Stefano e Rolphy, voi e noi siamo tra quelli scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità… per questo ci ha chiamati a questa Compagnia, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà…, per partecipare pienamente alla sua missione a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. Santa e immacolata è Maria per prima, e perciò diventa per noi punto di riferimento e madre che accompagna il nostro cammino.

 

La Compagnia di Gesù vuole essere un corpo formato da pellegrini, persone in cammino, perché avendo ascoltato la Parola di Dio hanno trovato in Lui il senso della loro vita e nella Compagnia di Gesù la via per arrivare a Lui. Una via che è immagine di quello che significa eleggere di farsi compagno di Gesù, adottare il suo stile di vita e continuare la sua missione di riconciliare in Sé tutte le cose in ogni parte del mondo e in ogni momento della storia umana.

 

Maria non sapeva quello che l’aspettava come conseguenza di essere la mamma di Gesù. Analogamente, neanche noi sappiamo quello che ci aspetta, quando decidiamo di farci compagni di Gesù e siamo ammessi in questa Compagnia che porta il suo nome. Sappiamo – certo! – che possiamo contare sulla grazia necessaria. Questo abbiamo chiesto tante volte e oggi lo ripetiamo ancora una volta: Prendi, o Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà, tutto quello che ho e possiedo. Tu me lo hai dato; a tè, Signore, lo ridono. Tutto è tuo: tutto disponi secondo la tua piena volontà. Dammi il tuo amore e la tua grazia, e questo solo mi basta.

 

Maria ha sofferto a causa della sensibilità dell’amore di una madre le conseguenze del suo avvenga in me… detto al Signore. Perciò, è stata pienamente assunta nell’opera di riconciliazione di Dio attraverso Gesù. Perciò, è diventata pienamente umana, riconciliata in Dio, immacolata, senza peccato, piena di grazia. È possibile! Certo, perché niente è impossibile per Dio… Questa è la nostra fiducia come compagni di Gesù: chiediamo insistentemente tanta fede quanta ci è necessaria per nutrire la nostra audacia di fare l’impossibile che ci chiede il Signore, perché solo in Lui abbiamo messo la nostra speranza.

 

Cari Rolphy e Stefano, benvenuti a far parte di questo corpo per il resto della vostra vita. Siamo contenti di avervi con noi da molti anni. Siamo cresciuti insieme fino ad arrivare a questo momento. Conoscete i vostri limiti e anche i nostri, quelli dei vostri compagni. Voi e noi ci sappiamo peccatori che hanno fatto l’esperienza della misericordia di Dio. Perciò, perdonati e chiamati, ma sempre bisognosi di conversione, bisognosi di crescere – insieme – nella fede e nella speranza.

 

Maria ha percorso il suo cammino mossa da un amore senza limiti. Da piccola ha sperimentato l’amore e lo ha messo al centro della sua vita come il suo unico motore. L’amore ha reso possibile questa famiglia così diversa: Gesù, figlio dell’Altissimo, Maria la sua mamma per opera dello Spirito Santo e Giuseppe suo sposo. Giuseppe ha scelto anche lui di mettersi in cammino, come aveva fatto Isacco col suo Padre Abramo verso la montagna per il sacrificio, senza capire bene come accadrebbe. La spiritualità della Compagnia di Gesù ha trovato anche in Giuseppe una fonte d’ispirazione per capire come Iddio ci fa partecipare in modi così diversi al suo piano salvifico.

 

In questa Chiesa nella quale facciamo memoria di Sant’Ignazio e dei primi compagni fondatori della Compagnia di Gesù, nella quale sono anche seppelliti San Giuseppe Pignatelli Jan Roothaan e Pedro Arrupe, riceviamo, Stefano e Rolphy la vostra offerta generosa e vi auguriamo di poter diventare testimoni della Lieta Notizia del Vangelo e ministri della riconciliazione in qualsiasi missione alla quale veniate inviati.