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Carissimi fedeli, amici, benefattori e frequentatori della Chiesa del Gesù,
domani, domenica VI del Tempo di Pasqua ascolteremo una promessa del Signore: il mondo è fecondato dal Consolatore, dallo Spirito che è con noi, che non ci abbandona, ma ci sorregge; e la creazione nuova che, come al Principio, viene generata dall’amore effusivo di Dio, trova il suo fondamento nel ricordo di quanto Gesù ha detto e ha fatto.
Ci apprestiamo con lunedì a riprendere con gradualità e prudenza il nostro celebrare insieme.
La vita liturgica e sacramentale della Chiesa del Gesù partirà in due tempi: dal 18 al 21 maggio con il solo ministero del Sacramento della Riconciliazione e poi da venerdì 22 maggio anche con la celebrazione dell’Eucaristia quotidiana, secondo gli orari e le modalità che troverete segnalate al termine di questo scritto e anche sul sito della rettoria.
Questa decisione di partire in due tempi può essere giudicata di eccessiva prudenza o timorosità, in realtà essa è il frutto di una riflessione comune tra noi Padri che prestiamo servizio in questa chiesa, in ragione che le cose affrettate non portano buon frutto.
Da molte parti si sente dire che riaprire le chiese ora è un atteggiamento imprudente, da altre che finalmente è arrivato il momento di ritornare alla vita di prima e alla frequenza abituale. Chi ha ragione?
Forse entrambi ma, certamente, molti di noi non hanno in possesso i dati che permettono di rispondere con certezza in una direzione o in un’altra. Dobbiamo fidarci e confidare in coloro che hanno l’autorità e il servizio del bene comune e della salute pubblica.
Ripartire di lunedì, anche semplicemente nella forma delle confessioni, vuol dire introdursi in un ordinario che aiuti a una ripresa sapiente.
Mons. Delpini, parlando alla sua Diocesi della macchinosità di questo nuovo inizio ha usato un’immagine che possiamo fare nostra: quella di un tempo di riabilitazione dopo un trauma subito. Le funzionalità si riprendono gradualmente e senza forzature, che potrebbero risultare ancora più traumatiche.
Ignazianamente potremmo parlare di “poco a poco”, per definire quell’ordine di procedere che ha, però, radici profonde e che cambia davvero le cose.
Riprendiamo, ma siamo davanti a un nuovo inizio, perché in fondo al cuore sappiamo tutti bene che le cose non saranno più come prima.
Forse, in questo anno stiamo faticosamente entrando davvero nel terzo millennio con un cambio radicale di paradigma culturale, sociale e religioso.
Ma ogni nuovo inizio, se da una parte porta timore, dall’altra spinge a rimboccarsi le maniche e camminare sempre più avanti.
Non preoccupiamoci se lentamente o velocemente, se su terreno piano o scosceso o tortuoso, l’importante è tenere fissa la meta che, per noi cristiani, sappiamo essere Dio stesso.
Certo, è difficile in questa fase fare un bilancio di quanto abbiamo vissuto in questi quasi tre mesi di quarantena ed è ancora più arduo immaginare come sarà da qui a domani. Anche solo progettare il nuovo anno pastorale è impresa quasi impossibile ora.
Il vangelo di domenica scorsa ci invitava però a non coltivare un cuore turbato: prendiamo sì coscienza di quanto ci pesa e ci fa timore, forse anche ribrezzo, ma non ci vogliamo attaccare a questa negatività che blocca o ci volge indietro, impedendoci di camminare alla luce della fede, che è sempre una piccola lampada che illumina un tratto di cammino alla volta.
La promessa del Consolatore ci rincuora e Dio non farà mancare di manifestarci il bene che anche da questa dolorosa crisi possiamo raccogliere.
La ripresa delle confessioni e delle celebrazioni richiederà delle attenzioni che la Presidenza del Consiglio e la Conferenza Episcopale Italiana ci raccomandano nel protocollo che hanno firmato congiuntamente.
Proviamo a sintetizzarle:

  1. L’accesso alla chiesa si deve svolgere in modo ordinato evitando ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come la sacrestia, la cappella dell’adorazione, il luogo in cui si attenderà di confessarsi e lo stesso sagrato. Non sarà quindi possibile parcheggiare la propria autovettura sulla piazza antistante la chiesa.
  2. Dovremo tutti mantenere la distanza sanitaria di un 1,5 metri laterale e frontale sia fuori, sia dentro l’edificio.
  3. L’accesso alla chiesa, alla cappella dell’adorazione/preghiera e al luogo delle confessioni sarà contingentato; inoltre il numero massimo di partecipanti alla Santa Messa sarà di 152 persone. Per sicurezza non possiamo accogliere oltre questo numero di fedeli. In chiesa ci si siederà due per panca, agli estremi, segnalati da apposito cartello “Siedi qui”.
  4. Per entrare in chiesa si accederà solo dalla rampa dei disabili e dopo la messa si uscirà esclusivamente dal portone centrale che resterà sempre aperto, formando una fila nel corridoio centrale e mantenendo la distanza sanitaria sopra indicata. Le porte laterali della chiesa invece resteranno chiuse. Anche le Cappelle laterali e quelle del Sacro Cuore e della Madonna della Strada rimarranno non accessibili, perché l’ingresso non permetterebbe di mantenere la distanza tra chi entra e esce, almeno nel tempo delle messe feriali e nella Domenica.
  5. Tutti siamo tenuti a indossare le mascherine e all’ingresso saranno disponibili liquidi igienizzanti. La chiesa non è invece in grado di fornire mascherine e pertanto chi non la indossa e ne è sprovvisto ci dispiace ma non potrà entrare. Allo stesso modo chi ha sintomi influenzali/respiratori e chi ha una temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° non potrà accedere. A tutti si ricorda che chi è impossibilitato a partecipare anche per motivi prudenziali è assolto dal precetto.
  6. Al termine di ogni messa il luogo della celebrazione sarà igienizzato con detergenti ad azione antisettica.
  7. Ancora si ometterà lo scambio di pace.
  8. Per la comunione la potremo ricevere solo sulla mano, formando una fila centrale e defluendo ai lati, sempre mantenendo la distanza sanitaria che già i banchi ci aiutano a determinare. Sarà possibile scostare la mascherina solo per comunicarsi al Sacramento.
  9. Il sacerdote dall’altare dirà per tutti i comunicandi: “Il corpo di Cristo” a cui si risponderà tutti insieme: “Amen”, quindi distribuirà la comunione portando la mascherina e i guanti, dopo aver igienizzato prima le mani, senza dire nulla.
  10. Non si potrà raccogliere le offerte durante la celebrazione, saranno pertanto collocati degli appositi contenitori all’uscita della chiesa. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti e per la generosità con cui ci testimoniate il vostro aiuto. Ognuno si senta ricordato nelle preghiere per le proprie necessità, sapendo che ogni primo sabato del mese alle ore 19.00 celebriamo ricordando in particolare tutti i benefattori.
  11. I luoghi del Sacramento della Penitenza saranno la sala dopo la sacrestia e una delle stanze del corridoio verso il portone di via degli Astalli, in luoghi ampi e areati. Sacerdote e fedeli dovranno indossare sempre la mascherina e in questo caso è suggerito anche l’uso dei guanti da parte del penitente.
    Durante le Messe, dovendo gestire gli ingressi e le uscite, non sarà possibile accedere al Sacramento della Riconciliazione.

All’esterno e all’interno della chiesa saranno presenti, oltre al sacrestano, dei volontari per gestire gli ingressi, le uscite e il momento della comunione. Siamo tutti pregati di attenerci alle loro indicazioni.
In caso di controllo delle autorità di Polizia, là dove si risultasse inadempienti rispetto al protocollo che abbiamo cercato di illustrare, siamo soggetti a sanzioni.
Sin da ora ci scusiamo con quanti non potranno partecipare alla Santa Messa nella nostra chiesa, perché già raggiunto il numero massimo di fedeli. Per tale ragione suggeriamo di venire con anticipo rispetto agli orari di inizio delle Messe.
La modalità con cui in questa fase dovremo celebrare i sacramenti ha qualcosa di macchinoso che potrebbe non aiutarci a vivere pienamente quanto celebriamo.
Portiamo ancora tutti pazienza, sapendo che questa è una forma “straordinaria” di celebrare e che rimane nostro dovere custodire la salute nostra e quella degli altri. La accettiamo e la viviamo, dunque, nella fede.
Ringraziamo il Signore che anche in questo tempo non ci ha fatto mancare il Consolatore.

 

Il Signore ci benedica tutti e ci accompagni con la sua grazia e la Madonna della Strada preghi per noi.
I Padri della Rettoria

 

Orari da lunedì 18 a venerdì 22 maggio:

Confessioni: 8.00-12.30; 17-00-19.00.

 

Da venerdì 22 maggio:

Messe feriali (lunedì-sabato): 8.00; 12,00; 19.00;

Messe Domenica e festivi: 10.00; 12.30; 19.00.

 

Confessioni: 8.00-12.30; 17.00-19.00.

Giorni feriali (lunedì-sabato): 8.30-11.30; 17,00-18.30;

Domenica e festivi: 9.00-10.00; 11.00-12.30; 17.00-19.00.