Selezionare una pagina
Tel: 06 69 70 01 (centralino) - 06 69 91 653 (emergenze)
lunedi dell'angelo

Nel vangelo di oggi leggiamo come la risurrezione del Signore Gesù divida il popolo in due gruppi: da un lato le donne, dall’altro le guardie e i sommi sacerdoti. Cerchiamo di vedere più da vicino quali sono le differenze che distinguono questi due gruppi e cerchiamo di ritrovare in noi le attitudini che più ci fanno assomigliare alle une o agli altri.

 

Il primo gruppo, quelle delle donne, si trova repentinamente di fronte ad un fatto inatteso. I sentimenti che agitano il loro cuore sono propri di coloro che si trovano di fronte ad una novità inaspettata: un misto di timore e gioia. Una novità che apre alla gioia certo ma come ogni novità porta con sé tante inquietudini, se non altro perché non possiamo controllare l’inatteso che ha fatto irruzione nella nostra vita. Questi sentimenti lasciano poi il posto all’incontro: di fronte a Gesù, esse lo adorano e si prostrano davanti lui. L’incontro con il mistero, qualcosa di così familiare come la persona di Gesù diventa anche il luogo del mistero, che richiede rispetto, adorazione. Siamo davanti a qualcosa più grande di noi e sentiamo insieme la nostra piccolezza e la sua grandezza, siamo di fronte al Dio lontano eppure ora così vicino che ci viene incontro e ci orienta verso la Galilea della nostra missione, della nostra vita di discepoli e seguaci del maestro alla luce Pasquale senza tramonto.

 

Il secondo gruppo invece sembra vivere dinamiche davvero opposte. Di fronte al fatto inaudito e inatteso della resurrezione annunciata dalle guardie, comincia una lunga storia di menzogna e negazione “divulgata fino a oggi”. Notiamo che entrambi i gruppi ascoltano l’annuncio del Risorto e si “imbattono in esso” ma solo i sommi sacerdoti scelgono di coprire e negare il fatto. Con i soldi e con la loro manovra di “insabbiamento” soffocano il potenziale di novità che l’annuncio avrebbe potuto dare loro. Essi perciò scelgono di chiudersi alla luce pasquale per non mettere in discussione la loro vita e le loro scelte. Sperano di soffocare sul nascere ogni nuova luce che potrebbe aprirsi uno spiraglio nel loro cuore e nella loro coscienza. Non hanno nemmeno vergogna di mettere in giro una voce falsa, corrompendo le guardie, e così proprio coloro che dovrebbero guidare il popolo si trasformano in coloro che lo ingannano e gli impediscono di entrare nella luce della Pasqua.

 

E ora nella nostra meditazione possiamo chiederci alla luce della Parola di Dio: chi sono io? Una persona che si lascia sorprendere e guidare verso nuove mete e nuove consapevolezze oppure una persona dal cuore chiuso che non vuole “ricominciare” da capo il faticoso ma gioioso cammino della conversione dietro il Cristo pasquale. Oserò aprirmi ad una luce mai vista prima? La luce che sprigiona proprio dal sepolcro e che mi chiede di vedere le cose di sempre con occhi nuovi, di lasciarmi contraddire e sorprendere da un evento inatteso e inspiegabile? Dall’incontro discreto ma decisivo con il Signore Gesù risorto per me?