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Maria… Rabbunì

 

Nel vangelo di oggi ci viene raccontato il percorso di conversione e di trasformazione interiore della Maddalena, che da donna affranta e piangente all’entrata del sepolcro diventa la «Apostola degli apostoli».

Vediamo all’inizio del brano la Maddalena in lacrime, affranta perché come confessa agli angeli pensa che qualcuno abbia spostato o addirittura trafugato il cadavere. Le è stato quindi negato l’ultimo gesto di amore che lei poteva fare verso il suo maestro, un gesto che nella pietà ebraica era molto importante, segnava il rispetto per la persona amata visto che una sepoltura dignitosa era un diritto importantissimo per ogni ebreo. Eppure questo corpo, che era l’unica cosa rimasta per lei per dimostrare affetto e gratitudine, non si trova!

Appare quindi Gesù, ma come lei non ha riconosciuto gli angeli, così scambia anche Gesù per il custode del giardino e spera perciò che lui possa aiutarla a ritrovare il corpo. Ma Gesù la chiama per nome e come di colpo, lei si sveglia dal sonno della morte ed esclama in lingua materna: Rabbunì! È il grido, il vagito della vita nuova della «Apostola degli apostoli». Ricevendo la missione da Gesù, inizia per lei la corsa della evangelizzazione: corre dai discepoli e dice loro prontamente: Ho visto il Signore! Non c’è più posto per le lacrime né per cercare un cadavere, c’è un annuncio che deve correre per svegliare e far rivivere le persone addormentate nel sonno del peccato e dalla lontananza da Dio.

Nella nostra meditazione possiamo fermarci a lungo sulla potenza di questo gesto così originario di essere chiamati per nome, un gesto che ci fa capire quanto noi siamo chiamati alla vita e che essa non è un bene che disponiamo a nostro piacere. Possiamo meditare ritornando quindi ai momenti della nostra vita quando siamo stati chiamati e rimessi in piedi per affrontare una nuova corsa nel e per il vangelo. Ricordare con gratitudine come il Signore ci ha visitati quando eravamo ripiegati su noi stessi all’entrata dei nostri sepolcri incapaci di riconoscere il Signore che passa e ci chiama.

Come la Maddalena possiamo raccontare solo ciò che noi abbiamo potuto vivere in prima persona perché il vangelo viventi è la nostra stessa persona quando ci lasciamo raggiungere dalla voce del Risorto.