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Chiesa del Gesù

Viviamo un tempo nuovo, e per molti cristiani ci ritroviamo nell’impossibilità di poter concelebrare la santa messa fisicamente assieme, in comunione spirituale preghiamo aiutati dal contesto liturgico di oggi e in particolare della colletta: Perdona, Signore, i nostri peccati, e nella tua misericordia spezza le catene che ci tengono prigionieri a causa delle nostre colpe, e guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata.

Il tema è quindi il peccato che ci proibisce di gustare pienamente una libertà conquistata.

Come abbiamo visto nel vangelo di ieri, la prigionia causata dal peccato è un tema che attraversa il vangelo di Giovanni e la quaresima che stiamo vivendo. La prigionia causata dal peccato è sempre un punto di partenza nel vangelo di Giovanni, infatti, la prigionia rinvia il lettore alla libertà sempre possibile.

Come si insegna, tra il carcere e la libertà c’è di mezzo la morte di Gesù: non si tratta di qualcosa di scontato, è un carcere duro tanto da far sì che la luce donata da Dio sarà rifiutata e passerà attraverso le tenebre della morte.

Una prigionia violenta, ma trovandoci dopo la morte e resurrezione di Cristo, è una prigionia ambigua perché ci opprime seppur siamo già riscattati, infatti la colletta dice che Cristo ha già conquistata, per noi, la libertà!

La vera questione è quindi il cammino verso la libertà proprio perché dalla prigionia siamo riscattati, un cammino per dimorare nella Parola di Dio ed essere discepoli di Gesù Cristo. Una libertà che ci nobilita perché non è semplicemente pagata la cauzione, ma di più siamo riconosciuti figli nel Figlio!

Nel dibattito tra Gesù e i Giudei, il Signore ricorda il Salmo 82: “Voi siete dèi”, proprio a dire la fedeltà di Dio nei nostri confronti, fedeltà che ci rende figli. Certamente Gesù conosceva a memoria le parti della bibbia che pregava ogni giorno, e sa che questo Salmo prosegue dicendo “siete tutti figli dell’Altissimo, eppure morirete come ogni uomo”.

Siamo figli dell’Altissimo e per questo riscattati, allora perché la morte dell’umanità che ricorda il Salmo 82? Questa è causata perché giudichiamo ma poi ci comportiamo peggio di coloro che giudichiamo!

Quindi la morte è conseguenza dell’operare contro la volontà di Dio, e infatti in questo vangelo Gesù afferma che la vera bestemmia è agire secondo il peccato e non secondo il Padre.

La situazione che descrive qui Giovanni è davvero tesa, del resto ci avviciniamo alla domenica delle Palme, l’ingresso a Gerusalemme segna l’ultima volontà del Figlio che si consegna alle mani degli uomini e alla morte.

Il vangelo di oggi comincia con il desiderio da parte dei Giudei di lapidare Gesù, in questa settimana è già la seconda volta che troviamo questo tentativo (Gv 8,59). Chi sta pregando con i vangeli della settimana, si accorgerà che la settimana era iniziata proprio con la richiesta di lapidare l’adultera (Gv 8,1-11), evidentemente i sassi risparmiati in quell’occasione ora sono per Gesù!

Gesù è innocente e i Giudei vogliono lapidarlo, è evidente che questo agire non è secondo il volere di Dio perciò i Giudei sono in difficoltà.

In questo tempo dove la nostra libertà è limitata a causa della pandemia che ci affligge, forse gusteremo di più le parole nel vangelo odierno del Figlio; potremmo chiederleci come stiamo sprecando la nostra libertà, e potremmo chiederci come stiamo limitando le libertà degli altri. È questo il tema del Vangelo, ma anche e soprattutto della prima lettura di oggi Ger 20,10-13.

La sofferenza che noi causiamo e che gli altri causano in noi deve essere portata nella preghiera, nella relazione con Dio. Forse non ne siamo totalmente coscienti, ma questo è poco importante, quello che è importante è cogliere che le catene ci legano gli uni con gli altri, e che il Signore viene a liberarci non con supponenza ma con sofferenza, non entra nella storia attraverso magie ma si carica lo stesso dolore che proviamo noi, lo stesso peccato che ci segna. Sentire il dolore del mio peccato è sentire che il Signore se ne fa veramente carico.

Gesù alla fine è costretto a fuggire dai Giudei. Questa fuga è oggi più che mai vicina alla nostra situazione odierna: sentiamo vicino il Signore nella nostra condizione e chiediamoli ancora una volta di insegnarci a seguirlo per più amarlo e per più conoscerlo.