Selezionare una pagina
Tel: 06 69 70 01 (centralino) - 06 69 91 653 (emergenze)

Un amore libero per liberare

 

Parole forti quelle del vangelo di oggi, sulle quali vale la pena soffermarsi.

Non capita tutti i giorni che ci venga chiesto di mettere altro al di sopra dei nostri affetti più grandi e dei nostri traguardi più significativi. Cosa può volerci dire il Signore con le parole di oggi?

Alcuni, soprattutto nell’affrontare la questione degli affetti familiari (“Chi ama padre o madre più di me non è degno di me…”) fanno riferimento ad Abramo e al sacrificio di Isacco, interrotto misteriosamente dall’angelo, ma pensare che i due testi si risolvano in un rimando reciproco mi pare davvero poco: come può il Signore chiedere un sacrificio di questo tipo? Io amo i miei familiari e mai mi separerei da loro o farei qualcosa contro loro!

A mio avviso dobbiamo partire proprio da qui.

Cos’è amare per me?

È questa la domanda che mi pare sottesa a tutto il discorso di Gesù.

Come amo? Che vuol dire amare? Quando, ancora in discernimento, prima di entrare in Compagnia, mi arrovellavo intorno a queste domande scambiavo spesso l’amore con il possesso di una cosa o una persona. Immaginate due mani: una a pugno chiuso, che afferra, trattiene e un’altra ben aperta, con il dorso verso il basso, che non trattiene e, piuttosto, offre.

Ecco, vivere a mano aperta è accettare il rischio di lasciar libere le persone che amiamo, di lasciar correre il tempo che viviamo, esporre, senza stringere a noi, le cose che possediamo e che sono nostre. E a che serve vivere così?

In altre circostanze, abbiamo già ricordato che l’altro nome per “amore” è “libertà”, ossia, non esiste un amore che non sia libero e liberante. Libero perché liberamente accolto e liberante perché capace di far libero l’altro. L’amore del trattenere, quindi, semplicemente non esiste, non è amore.

Vuoi, quindi, mettere alla prova la tua capacità di amare nella autentica libertà? Mettiti nella condizione di possibilità di perdere ciò che ami, di rischiarlo.

In questo modo bisogna intendere l’espressione “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me”, ossia “Io, Dio, sono libertà e amore infiniti: se cammini con me, ama e fa libere tutte le persone che ami”.

E, allo stesso modo, i versetti che seguono: “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me” e “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà” che potrebbero significare “Per amarti e farti libero ho abbracciato la croce. Tu vuoi che libertà e amore regnino nella tua vita? Abbraccia anche tu la tua croce, che è croce di amore e libertà per tutto ciò che ti circonda, e cammina con me”. E anche: “vuoi davvero che la tua vita sia amore e libertà? Abbi il coraggio di rischiarla per l’amore e la libertà a cui ambisci”.

Allo stesso modo “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”: se accogli l’altro per ciò che è, creatura libera e amata da Dio, senza provare a trattenere per te ciò che Dio ha creato libero nell’amore, ma anzi, sostenendone e promuovendone, per amore, la libertà, allora starai amando davvero.

 

 

 

Spunti di riflessione:

  • Il mio amare è libero e liberante? Tento di trattenere soltanto per me chi/ciò che amo?