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“Apostolare”

 

Celebriamo oggi la memoria di San Barnaba e il testo del Vangelo ci presenta il profilo ideale dell’apostolo. Sottolineerei alcuni aspetti di questa vocazione/provocazione che è prerogativa propria di ogni battezzato.

La prima cosa che mi viene da dire è che l’apostolo è un mandato. Un inviato, dalla radice greca espressa nel nome stesso. Se è inviato, qualcuno lo invia.

Facile rispondere: Dio è colui che ci invia, da lui riceviamo il mandato che ci costituisce apostoli. Ma come riceviamo concretamente questa vocazione? Vedete, su questo punto, gioca un ruolo speciale la Chiesa. Ogni vocazione o stato di vita, infatti, per noi cristiani ha un insopprimibile aspetto ecclesiale. Nella vocazione sacerdotale è la Chiesa che chiede al candidato di spendere con una gratuità universale la sua vita. E così nella vita matrimoniale, dove è la Chiesa, fatta di amici e parenti, che riconosce nella coppia coloro che Dio unisce e che vivranno il loro apostolato nel singolarissimo ambito familiare, con tutte le sue dinamiche, da quelle lavorative a quelle più intime. La Chiesa è fondamentale nel riconoscimento e nel sostegno degli apostolati e dei servizi.

Altro aspetto determinante, a mio avviso, è la modalità del vivere pellegrinando a costituire il profilo dell’apostolo. Pellegrinaggio che può essere interiore o esteriore. Ma sempre, l’inquietudine muoverà i passi di chi è mandato. La santa inquietudine, il fuoco della domanda continua, della sete insaziabile che trova riposo solo in Dio e nella sua volontà di salvezza.

Il terzo aspetto è la credibilità, la coerenza tra vita e parola. Qualcuno diceva che alla fine della nostra vita non ci sarà chiesto se siamo stati dei credenti esemplari, ma se siamo stati credibili. La vita di un apostolo è chiamata a riflettere la parola annunciata. Anche quando, come è possibile, l’apostolo sbagli, compie degli errori: nel riconoscerli, riconosce e annuncia la misericordia e la bontà di Dio.

Ricapitolando, sono 3 gli aspetti “dell’apostolare”: il mandato ecclesiale, il pellegrinare e la credibilità. Il Signore che illumina i nostri cuori cammina al nostro fianco per generare pienezza e felicità nella nostra vita.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Sento di essere riconosciuto dalla Chiesa nel vivere autenticamente la vita che vivo?
  • L’inquietudine è il fuoco della mia vita cristiana?
  • Sono credibile e coerente nel coniugare vita e professione di fede?