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Meditazione Gio 11 Marzo

Meditazione Gio 11 Marzo

Meditazione Gio 11 Marzo 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Chi non raccoglie con me, disperde!

 

Luca 11, 14-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

 

 

È bene ricordare che la quaresima è un cammino di purificazione, un agire contro quelle pulsioni che ci fanno fare quello che non vogliamo: riconosciamo che c’è in noi il peccato e ci rende schiavi, anche se si presenta sempre come conveniente, dolce, poco importante e ci fa credere di essere unici, ma portandoci piano piano nella solitudine, nella divisione, nella morte. San Paolo dirà: «io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me» (Rm 7,19-20).

Il Vangelo di oggi vuole portarci a riconoscere il male che ci abita. La fede che ci è donata ci svela la non esistenza di zone neutre: ci sono due spiriti che ci abitano, uno conduce alla vita e l’altro alla solitudine e alla morte.

Il nemico della natura umana, il divisore, ha sempre una forza anestetizzante; è quanto dice Dio attraverso il profeta Geremia nella prima lettura: «Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo… perché siate felici. Ma essi non ascoltarono … procedettero ostinatamente … mi hanno voltato le spalle … divenendo peggiori dei loro padri». C’è nel divisore una capacità concreta di farci andare di male in peggio, per gradi di infelicità che aumentano nella loro crudezza, e d’altro canto non farceli percepire (sentire) nel breve termine e nel loro dolore, lo viviamo ma non siamo in grado di arrestarlo!

Proprio per questo agire silente il divisore è descritto in questo brano come muto, fatto non tanto di silenzio, quanto di ovvietà che non rimangono, di tanto chiacchiericcio che disperde. Nel Vangelo di oggi, Gesù contrasta la dinamica del male in un crescendo di costatazioni dei fatti che culmina nella frase: «Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

Ecco la verità: noi siamo dei riscattati, e quindi non è il nemico della natura umana ad essere al centro della nostra fede, ma Cristo! È Cristo il nostro riferimento, il vincitore. Il divisore è muto perché vuole farci cadere nella non relazione, ma la Parola guarisce, entra nella nostra vita. La tentazione è quando non vogliamo più sentire, come dice la prima lettura, e quindi lentamente diventiamo muti, come dice bene San Paolo, se ci chiudiamo all’amore di Cristo «sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna» (1Cor 13, 1b).

Quando rileggiamo i nostri peccati ci accorgiamo di questo mutismo, assopimento, di come ci ha paralizzato: l’opera di Gesù consiste nel liberarci da tutto questo! Il cammino quaresimale è un cammino ascetico che vuole toglierci il male, è un esorcismo da ciò che ci attanaglia privandoci di fare il bene che vogliamo!

Tutto questo non è privo di battaglia, l’agire dello Spirito Santo attraverso consolazioni e desolazioni, è contraccambiato dal nemico della natura umano che ci seduce e ci fa sentire deboli, pieni di dubbi, ci sono sempre “alcuni” che sostengono l’opposto alla verità: «È per mezzo di Belzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni. Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo».

Solo il cuore percepisce il Cristo e si fida, in un discernimento via via più senziente che sa gustare l’amaro del divisore e il dolce di Dio, come dice l’acclamazione al Vangelo «Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore, perché sono misericordioso e pietoso», questo sentire e gustare si impara! Fa parte della vita della preghiera, come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: «le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei» (Gv 10, 4b-5).

La preghiera è anche questo educare il cuore alla voce di Dio, la familiarità aiuta a camminare dietro al vero Pastore! Non servono più segni! La voce educa, guida, guarisce dal mutismo e soprattutto dalla sordità. La preghiera crea quindi quell’unità fondata nella sequela dello stesso Pastore ascoltando la stessa voce, non è un regno diviso perché il Regno accoglie la correzione, l’accompagnamento, perché il dito di Dio può sempre scacciare i demoni e quindi accogliere i peccatori!

Dove vorrei agisse nella mia vita oggi il dito di Dio? Dove vorrei agisse nella società? Dove vivo i miei mutismi?