• Tel: 06 697001 (centralino)

Meditazione Gio 22 Aprile

Meditazione Gio 22 Aprile

Meditazione Gio 22 Aprile 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Stavano presso la croce

 

Giovanni 19, 25-27

In quel tempo,
stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

 

 

Oggi la Compagnia di Gesù celebra la festa della Beata Vergine Maria, riconoscendola come propria Madre.

Dopo che Paolo III il 27 settembre 1540 aveva approvato la prima Formula della Compagnia di Gesù e concesso il permesso di compilare le Costituzioni, il 22 aprile dell’anno seguente sant’Ignazio, già eletto Generale, e i suoi compagni pronunciarono i voti solenni nella basilica romana di San Paolo, dinanzi all’immagine della beata Vergine Maria. Perciò a buon diritto quel giorno è ritenuto come natalizio della Compagnia di Gesù.

Il Vangelo scelto per questa festa ci fa contemplare gli effetti della croce di Cristo, proprio a partire dalla madre e dal discepolo amato, rimasti accanto al crocifisso.

La passione del Signore non è solo segnata dal fallimento e dal tradimento, ma è soprattutto un canto alla vita.

Dall’alto della croce, Gesù non chiede consolazione per sé. Si preoccupa, invece, di quel piccolo gruppetto composto da la madre e il giovane discepolo, l’amato.

In questo discepolo c’è il volto di ognuno di noi: e Gesù ci affida tutti alla madre. E viceversa, come sta scritto: “Da quel momento il discepolo la prese in casa sua”.

È un piccolo episodio, ma è la prima vittoria della vita sulla morte. È il primo frutto della croce, dell’amore che è più forte della morte.

Mentre infatti tutto sembra finire e i nemici della giustizia e del Vangelo cantano vittoria, dalla voce di uno sconfitto nasce un’amicizia nuova, una solidarietà tra il giovane discepolo e l’anziana madre.

È il primo segno della resurrezione o, se si vuole, il primo frutto della morte di Gesù. Sulla croce, viene sconfitta la legge dell’amore per se stessi e inizia un’amicizia nuova: una piccola famiglia, unita non dalla carne e dal sangue, ma dall’amore del Signore crocifisso.

Non dobbiamo però dimenticare che l’amore non è esente dal dolore.

Il mondo nuovo, generato dalla croce, viene alla luce con sofferenza: con forti grida e lacrime e costa la vita del Figlio e costerà la vita dei suoi discepoli.

Il chicco di grano caduto a terra deve morire per portare frutto; e anche Maria ha imparato l’obbedienza compatendo con il Figlio, prendendo su di sé il dolore di Gesù con piena fede e confidando anch’essa nelle promesse del Padre, senza capire tutto.

Chiediamo allora a Maria di sostenere il nostro sì e la nostra offerta anche nel momento della prova e della croce, perché al ritorno glorioso del suo Figlio ella sia accanto a noi come Madre premurosa e ci salvi dall’eterno abbandono. Amen.