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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Gio 25 Marzo

Meditazione Gio 25 Marzo

Meditazione Gio 25 Marzo 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Imitatori di Cristo nella libertà

 

Luca 1, 26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

 

Oggi la liturgia celebra l’Annunciazione del Figlio di Dio a Maria. La felice coincidenza di una festa tanto importante con il cammino di quaresima ci permette di sostare nel grande mistero della salvezza.

Come è noto, nell’iconografia riguardante la Natività il bambino è rappresentato dentro un antro buio che rappresenta gli inferi; Gesù è tutto luminoso, ma ciò che dovrebbe essere la culla è in realtà il sepolcro. Gesù è raffigurato in fasce e deposto nella mangiatoia, a simboleggiare quindi la nascita, la morte e l’offerta eucaristica e quindi la Resurrezione. Attraverso il linguaggio simbolico l’iconografia afferma che Gesù viene ad illuminare le tenebre, ad abitare le dimensioni più profonde dell’umanità, e a liberarci dalla cosa che più temiamo in assoluto: la morte!

Così capiamo perché è una felice coincidenza che l’Annunciazione coincidi con la quaresima, perché ci rivela l’onestà di Dio: Egli vuole che il Figlio si incarni, e che si incarni realmente, non fa finta, non prende solo alcune cose lasciandone altre: è tutto Uomo e per questo è Dio, perché la totalità della scelta fatta da Dio è segno della grandezza dell’amore che la compie!

Una scelta d’amore che nelle scritture oggi è riferita alla promessa di Dio ad Acaz, secondo il libro del profeta Isaia (7, 10-14; 8-10). Il contesto storico è quello della guerra sira – efraimita. Il re Acaz è fedele a Dio, ma di fronte alla guerra fa ricorso a tutti i mezzi umani possibili, ma Isaia promette un segno ben più grande: la vita e la vita da una giovane. Una vita nella situazione della morte, della guerra, una vita che sarà l’Emmanuele (Dio con noi), come vediamo torna il senso iconografico: Dio entra nella ferita della paura e la ferita della morte.

Dio decide di entrare nella storia con la vita e nel corpo e invia il Figlio in segno di amore. Così la vita che entra nelle tenebre sceglie di vivere appieno la volontà del Padre, è quanto si dice nella seconda lettura, la lettera agli Ebrei (10, 4-10).

Perché un piano di salvezza così radiale? Perché Dio vuole salvare l’umanità come creatura, quindi l’accoglie con la libertà che la caratterizza, una libertà che sa gustare e scegliere l’onestà e la credibilità. Dio sceglie un corpo perché la vita crede alla vita, la vita scegli la vita.

Il Figlio nella vita sceglierà di essere luce nelle tenebre, come ricorda il prologo del Vangelo di Giovanni. Gesù sarà vita credibile perché umano e perché fa la volontà del Padre.

I discepoli prima, le prime comunità cristiane e poi noi possiamo seguire Cristo. I discepoli perché lo conobbero e gli credettero, le prime comunità e ora noi attraverso i sacramenti e la testimonianza delle vite dei cristiani che abbiamo apprezzato e che lo rendono presente nella Chiesa.

La Vita di Cristo ha illuminato le tenebre e noi ne siamo attirati, comprendiamo che qualcosa di grande ci attende e ci è promesso. La Parola di Dio proclamata, i sacramenti e la testimonianza di donne e uomini rendono Cristo presente e la sua vita credibile.

Capiamo così il grande mistero di oggi, soprattutto il grande dono che ci fa Maria. Il suo «ecco la serva del Signore» non è stato per una persona fisica, il suo sì, certamente dipeso in parte dall’educazione giudaica e la conoscenza dei brani profetici, è vincolato all’attesa di una promessa, dal desiderio di Maria, un’attesa che le ha fatto superare ogni dubbio e paura.

Il «ecco la serva del Signore» di Maria ci fa comprendere perché ella è detta “rifugio dei peccatori” e il “si” che accoglie è, insieme, il “si” che depone nella mangiatoia il bambino in fasce, è «ecco la serva del Signore» che sta sotto la Croce. Santa Maria è il nostro rifugio perché il suo credere permette la nostra conversione.

Il dono di Maria è grande! Possiamo chiedere quindi l’intercessione di Maria perché con il suo Figlio illumini i nostri sepolcri, le nostre paure: quali sono? Cosa chiedo a Maria? Chiedo a Lei intercessione perché il Figlio suo porti Luce nella mia vita!