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Meditazione Gio 28 Gennaio

Meditazione Gio 28 Gennaio

Meditazione Gio 28 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Fate attenzione a quello che ascoltate

 

 

Marco 4, 21-25
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

 

 

 

 

Prendendo alla lettera queste parole di Gesù, ci si dice di guardare ciò che ascoltiamo.  Ma come si può guardare una parola? Eppure, siamo chiamati a vedere lui, constatare la piena identità tra ciò che è e ciò che dice.  In questa contemplazione di lui attraverso la sua parola e della sua parola attraverso di lui comprendiamo il mistero del Regno.

Se Gesù prima parlava di seme, ora parla di luce – altra realtà terrestre adatta a illustrare i misteri celesti. Inizio della creazione. principio di vita e intelligenza, essa è più che un attributo di Dio. Egli è luce, e in lui non ci sono tenebre (1Gv 1,5); la sua parola è lampada per i nostri passi (Sal 119,105).  Gesù stesso si proclama luce vera del mondo venuta per illuminare ogni uomo (Gv 1,9).

Con queste brevi parabole Gesù spiega come mai il regno di Dio non si imponga con evidenza prepotente, ma si proponga con discrezione e modestia. Infatti la luce di Dio rimane una nube oscura ai nostri occhi.  La sua parola illumina, ma rivelando le nostre opacità.

Gesù si mostra al mondo non in modo spettacolare – come vorrebbero i suoi, ma in tono umile e dimesso.  Evita di mettersi in mostra, ci tiene a fuggire la pubblicità.

Nella sua vita esiste una tensione che a noi risulta incomprensibile: è luce, ma sta sotto il moggio; è rivelazione, ma è segreta; è manifestazione, ma nascosta. È un contrasto divino, in cui il Signore si fa vedere, ma sempre sotto il segno opposto a quello che noi attendiamo. Infatti la sua luce brillerà pienamente solo dalla croce.  Questa è il lucerniere da cui si mostrerà a tutti, rivelando l’identità sua e di Dio.

A chi gli dice che è ora di farsi conoscere, Gesù risponde che è ora che ci mettiamo ad ascoltarlo bene, per conoscerlo.

Gesù è luce e vita del mondo.  Ma solo nel nascondimento della croce svela il mistero di Dio-Amore.

Ecco perché dobbiamo guardare a quello che ascoltiamo: sulla croce la Parola si manifesta come vita!

Nella preghiera, chiedo di guardare a lui, per comprendere il suo mistero di nascondimento e per rendere grazie.