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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Gio 3 Giugno

Meditazione Gio 3 Giugno

Meditazione Gio 3 Giugno 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

La novità di Cristo

 

Marco 12, 28-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

Continua la sfilata delle autorità dell’Israele Antico innanzi a Gesù e Marco ci presenta oggi l’incontro con uno scriba. Agli scribi era affidata l’interpretazione e la custodia della Tradizione autentica. Non è un caso che la domanda di questi a Gesù riguardi allora il comandamento più grande, domanda alla quale Gesù dà una risposta organizzata intorno a ben due pilastri, quello di Dio e quello del prossimo.

Ben più interessante del merito del dialogo tra i due mi pare l’esito di questo. Da un lato, con il questionare stesso e, dall’altro, con una reciproca presa di coscienza.

Gesù, nell’ambito delle due grandi articolazioni del vangelo di Marco, prima della confessione di fede di Pietro al cap. 8 e dopo di essa, appare come l’incompreso e l’obiettivo della diffusione della sua dottrina si conclude in un fallimento.

Non mancano, però, dei segni che vanno in direzione opposta, specialmente nel caso dei guariti, a cui Gesù raccomanderà di custodire nel silenzio la propria guarigione e che, puntualmente, disattenderanno questa richiesta.

Quelli che più fatica faranno a capire qualcosa del Maestro saranno proprio i discepoli, che Gesù teneva più vicini a sé. A loro si oppone questo scriba di oggi, che prende coscienza della bontà della risposta offerta da Gesù alla sua domanda e che per questo “non è lontano dal regno di Dio”.

Scopriamo, così, come, al di là delle appartenenze politiche, ideologiche o di schieramento, entrare in una relazione personale con il Signore significa lasciarsi sorprendere dalla novità del suo dire e del suo fare. Novità perennemente rinnovata, in ogni incontro, in ogni epoca e in ogni contesto. Gesù è più grande dell’idea che possiamo, di volta in volta, maturare di lui.

 

Spunti di riflessione:

  • Mi lascio sorprendere dall’ulteriorità del Maestro rispetto alle definizioni, alle idee che di lui io stesso mi faccio?