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È il Signore

 

Nel vangelo di oggi vediamo un’apparizione in Galilea, siamo quindi distanti da Gerusalemme ed i discepoli sono lì, secondo le indicazioni dell’angelo alle donne: «Egli vi precede in Galilea, là lo vedrete»; Gesù dunque si presente ancora a radunare la sua comunità di discepoli.

Però quest’apparizioni è particolare rispetto alle altre. Sembra svolgersi dentro un’attività quotidiana, come a suggerire che oramai i discepoli erano tornati alle loro occupazioni prima dell’incontro con Gesù.

L’incontro con il Risorto ha tutte le caratteristiche quindi di una seconda chiamata, di nuovo il Signore si lascia riconoscere tramite una pesca miracolosa come era avvenuto nella chiamata di Pietro.

Però non è Pietro che riconosce il Signore ma il discepolo che Gesù amava, come a significare che solo uno sguardo di amore squarcia il velo e si apre una fessura dove poter indovinare che è proprio Gesù, presente sulla riva su cui sta sorgendo l’aurora.

Pietro allora si getta in mare e raggiunge Gesù a nuoto, un gesto questo che dice dello slancio e della forza che la persona di Gesù può esercitare su di noi, al punto da lasciare le nostre sicurezze, le nostre reti e la nostra barca.

Insomma un nuovo inizio per Pietro e per gli altri discepoli che consumano un pasto sulle braci preparate da Gesù stesso. Ed è a queste braci che la nostra relazioni con lui, il palpito del primo incontro, è destinato a riaccendersi di una luce sempre più luminosa, come un’aurora che sorge.