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Meditazione Lun 11 Gennaio

Meditazione Lun 11 Gennaio

Meditazione Lun 11 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Convertitevi e credete al Vangelo

 

 

Marco 1, 14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

 

 

 

Terminato il tempo del Natale, la liturgia propone le prime parole di Gesù nel vangelo di Marco: «È giunto il momento, il regno di Dio è qui, convertitevi e credete al Vangelo!»

Con l’incarnazione del Signore è finito il tempo dell’attesa, e il momento presente è quello che il Padre ha stabilito per la nostra salvezza: ora Dio parla a noi attraverso il suo Figlio prediletto e ci invita ad ascoltarlo.

Il tempo circolare dell’eterno ritorno di ciò che nasce e muore, si apre per lasciare spazio alla novità di Dio: il Signore non sta solo al Principio ma è anche il Fondamento e il fine della nostra ricerca.

Solo così il tempo diventa storia, economia di salvezza; solo così cessa di essere un continuo cadere nel nulla, per diventare progresso sensato verso una novità che Dio stesso ha indicato.

Gesù, dunque, aprendo la bocca, richiama come prima cosa al valore del presente, in cui si gioca tutto. Il tempo opportuno giunge quando si capisce che l’ora di decidersi è adesso.

Il Signore non ci offre una facile consolazione: «andrà tutto bene!», per dimenticare il male o sognare il bene: ci richiama a vivere il presente nella sua pienezza e a giocarci in questo oggi in ordine alla salvezza.

Per poter vedere il Regno di Dio già operante in mezzo a noi e in noi bisogna però convertirsi.

La proposta di Gesù diventa subito responsabilità. Il Regno è già venuto per iniziativa gratuita di Dio, ma l’ingresso in questo regno è affidato alla nostra libertà. Solo convertendoci, volgendoci al Signore e affidandoci a lui, potremo vedere e testimoniare questo Regno.

È quanto hanno compreso i primi discepoli. Alla chiamata del Signore a seguirlo, a volgersi a lui, non sono stati a soppesare quanto fosse conveniente rispondere positivamente, non hanno tergiversato o rimpianto quanto lasciavano. Si sono fidati del Signore e affidandosi a lui nell’oggi l’hanno seguito.

Questa fedeltà iniziale non ha escluso che avessero bisogno di convertirsi ogni giorno per rimanere dov’era il Signore.

È questo un motivo di speranza anche per noi: certo la sequela è una crescita lenta e faticosa, accompagnata da incomprensioni, dubbi, ritardi, tradimenti e persino fughe. Ma, accompagnata altresì dalla certezza che sin dal primo momento la vita del discepolo è intrecciata con quella del Maestro.

L’iniziativa del cercarci è del Signore, la risposta alla sua chiamata spetta alla nostra libertà. A quella libertà di cui siamo capaci oggi, domani crescerà e potremo rispondere con una prontezza rinnovata.

«È giunto il momento, il regno di Dio è qui, convertitevi e credete al Vangelo!».