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Meditazione Lun 12 Aprile

Meditazione Lun 12 Aprile

Meditazione Lun 12 Aprile 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Nascere di nuovo dallo Spirito

 

Giovanni 3, 1-8

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

 

 

 

 

Dopo le diverse apparizioni del Risorto che hanno innervato la nostra contemplazione la scorsa settimana, la liturgia ci fa tornare al capitolo terzo di Giovanni dove si narra il dialogo tra Gesù e Nicodemo.

Si tratta già di un brano pasquale!

Infatti, la Scrittura parla di risurrezione come di nuova nascita, di passaggio dall’uomo carnale all’uomo spirituale, dall’uomo vecchio a quello nuovo.

Questo cambiamento non cancella la nostra corporeità, né annulla la nostra storia; ciò che il Risorto fa è di mostrare le piaghe sul suo corpo glorioso, per mostrare che tutta la sua esistenza, persino la croce è stata glorificata ma non annullata.

Il passaggio che la risurrezione opera è dall’uomo peccatore all’uomo graziato, ossia che vive della grazia dello Spirito, che si fa rigenerare in uomo spirituale e che vive la vita di Dio.

Il dialogo con Nicodemo fa presente che questa trasformazione di tutta la nostra persona non è da attendersi in futuro, in un “al di là”, ma avviene già qui, ora, in me.

Lo Spirito che ho ricevuto in dono nel Battesimo e negli altri sacramenti opera la mia trasformazione in essere spirituale, capace di Dio e di vivere la sua pienezza di vita che Cristo ci ha rivelato in mezzo a noi.

Possiamo usare questa immagine: la mia vita è una gestazione, continuamente lo Spirito mi plasma, mi purifica, mi trasforma affinché possa entrare nella comunione di amore della Trinità.

Il Battesimo ci ha introdotti tutti in un processo e in un amore nuovo che tende all’infinito, ha avviato quello sviluppo che realizza in noi la statura di Cristo, la sua capacità di amare fino alla fine, o forse dovremmo dire meglio: fino al fine che è la vita stessa di Dio in noi.

Rinascere dall’alto significa accogliere questo dono e farlo crescere in me.

Nella preghiera chiediamo a Gesù risorto la grazia di fidarci di Dio, anche in questo tempo di prova dove sembra che la sua grazia sia assente: la fede ci dice che è lui che ci prepara a un’altra nascita.

Leggi lentamente il testo di Giovanni 3, 1-8, fermati lì dove senti che il Signore ti vuole dire qualcosa, dove la Parola di tocca o anche là dove essa è una spada che ferisce fino alle midolla… è Dio che ti parla… rimani in ascolto di tutta la sua Parola e alla fine lascia che nel tuo cuore scaturisca un dialogo con lui.