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Meditazione Lun 18 Gennaio

Meditazione Lun 18 Gennaio

Meditazione Lun 18 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Vino nuovo in otri nuovi

 

 

Marco 2, 18-22
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

 

 

 

 

Il Vangelo di oggi proclama la novità cristiana, la novità di una vita unita a Cristo: quella novità inaugurata a Cana con la trasformazione della nostra acqua nel vino buono del Vangelo.

È il Signore stesso che inaugura questa novità, offrendo a Dio non più cose “esterne”, ma la sua stessa esistenza, come afferma la lettera agli Ebrei.

Il vangelo però parla anche di digiuno.

I discepoli di Giovanni e i farisei si preoccupano di cose aggiunte alla vita, come penitenze scelte per onorare Dio e pensano che siano le più importanti.

Nella vita di Gesù, invece, la cosa più importante è se stesso, non ciò che vi si sovrappone come ritualismo o penitenza supplementare.

Cristo è sacerdote e non offre sacrifici convenzionali, ma la sua vita: «Nei giorni della sua vita terrena offri preghiere e suppliche con forti grida e lacrime».

È il dramma della sua esistenza, trasformata in offerta a Dio.

Questa trasformazione richiede intense preghiere, non si compie con una semplice intenzione dello spirito, ma nella lotta.

Gesù ha lottato contro le difficoltà della vita, contro la necessità della passione, ha lottato nella preghiera perché tutto questo fosse trasformato in un’offerta degna di Dio, piena dello Spirito Santo, in sintonia con la volontà del Padre.

È ciò che il Signore aspetta anche da noi: quando partecipiamo all’Eucaristia dobbiamo ricordarci questa necessità e offrire la nostra vita in unione al sacrificio e alla vittoria di Cristo.

Non solo le realtà della vita che ai nostri occhi appaiono belle, ma anche le difficoltà, le tentazioni, i desideri e le speranze.

Dio non è estraneo a nulla della nostra esistenza!

Questa è l’offerta che vuole il Signore: il sacrificio della trasformazione della nostra vita, che lo stesso Spirito di Gesù compie in noi se siamo docili alla sua azione.

Chiediamo al Signore di unirci sempre più a lui, perché la nostra vita non sia una sconfitta, dove il vino spacchi gli otri, ma una vita nuova che veramente glorifica Dio.