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Meditazione Lun 22 Febbraio

Meditazione Lun 22 Febbraio

Meditazione Lun 22 Febbraio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Che pensi di Gesù?

 

 

Matteo 16, 13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

 

 

La festa di oggi entra in modo propizio nella Quaresima, perché una tentazione che possiamo avere è quella di vivere la Quaresima come un cammino di conversione personale, un’ascesa eroica e solitaria.

La festa della “Cattedra di San Pietro Apostolo” ci ridona il senso pieno della Quaresima: essere in cammino come membra vive di Cristo (Cf. 1Cor 12); e questo attraverso il Vangelo di Matteo e le domande: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?»; «Ma voi, chi dite che io sia?». Ritroviamo il luogo proprio dell’orante cristiano che è la comunità: luogo di servizio, di ascolto e di insegnamento.

La Liturgia, attraverso il Vangelo odierno, ci chiede: chi stai seguendo? Che pensi di Gesù? Chi è per te Gesù il Cristo? E ci invita a contemplare lo Spirito come lavora in noi stessi, negli altri e anche in Pietro.

La dinamica del Regno di Dio ha scelto fin da subito la dinamica della sequela, dell’imitazione di Cristo e quindi quella della testimonianza. San Pietro ispirato dallo Spirito ha colto l’autenticità di Gesù esprimendo in modo unico la divinità del Cristo nella sua umanità. San Pietro non diventa un idolo bensì un testimone, una pietra vicina a quella angolare che è Cristo, perché con altre pietre si formi la Chiesa.

Nell’abside della Basilica di san Pietro si trova l’opera del Bernini: un monumento alla Cattedra dell’Apostolo, un grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d’occidente, sant’Agostino e sant’Ambrogio, e due d’oriente, san Giovanni Crisostomo e sant’Atanasio. La festa odierna ribadisce l’importanza della successione apostolica, ma anche nella prima lettura, attraverso lo stesso San Pietro, ci ricorda che ognuno di noi è chiamato farsi “modello del gregge”, a creare quel legame di cui parla Gesù nel Vangelo, legame profondo e autentico, legame eterno nel dono della fede, speranza e carità, legame mai scontato né banale. Nella domanda: “chi sono io per voi” c’è tutta la nostra vita, il nostro essere e agire e c’è quel “noi” che dice la comunità che costituiamo.

Con la festa di oggi siamo invitati a continuare il cammino in dialogo con i testimoni che ci sono affianco, i cristiani con cui condividiamo la fede. Non è così impossibile, nell’era dell’individualismo, non vedere immediatamente qualcuno al nostro fianco, sentire che non abbiamo una condivisione profonda e onesta del nostro cammino di fede, che il nostro radunarsi in chiesa (ipotesi già di per sé ottimistica) è fatto da molti meccanismi e da poca autenticità. Per questo la festa della Cattedra di San Pietro entra in modo opportuno nella Quaresima: come la domanda di Gesù nel Vangelo ha messo ordine tra i discepoli sconvolgendo i loro pregiudizi, anche questa festa può aiutare noi a fare un passo nuovo, ad osare un annuncio che ancora teniamo troppo per noi. Ad osare di formare una comunità mettendoci in gioco!

Preghiamo oggi per i nostri pastori, in particolare per il Papa, e preghiamo anche per i testimoni che ci circondano, ma anche per noi perché attraverso la nostra vita possiamo contribuire alla salvezza che viene da Cristo.