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Meditazione Lun 23 Novembre

Meditazione Lun 23 Novembre

Meditazione Lun 23 Novembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Vide una vedova povera

 

 

Luca 21, 1-4
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

 

 

 

Oggi dobbiamo davvero esultare e lodare questo Signore capace di accorgersi di un gesto così piccolo, che sarebbe passato inosservato e perso nei sotterranei della storia se non fosse caduto sotto i suoi occhi. L’offerta di questa povera vedova, esaltata dallo sguardo di Gesù, rende giustizia e riscatta l’opera di tante persone anonime che, come lei, anche nell’indigenza non hanno perso la speranza, ma hanno continuato a riporre la loro fiducia in Dio. Le due monetine non hanno minimamente accresciuto il tesoro del tempio, ma gli hanno conferito una qualità e un senso che lo rende davvero apprezzabile agli occhi di Dio.

Infatti, cosa potremmo dare al Creatore e Signore di tutte le cose? Lo esprime bene il profeta Isaia quando scrive: Così dice il Signore: «Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora? Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie – oracolo del Signore -. Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola (cfr Is 66,1-2).

Non è la quantità a fare la differenza davanti a Dio: se fosse così solo i grandi e i potenti della terra potrebbero stare degnamente alla sua presenza. E invece la storia ci dimostra che proprio per loro, per i ricchi, è più difficile entrare nel Regno di Dio (cfr Mc 10, 25). Oggi molti personaggi ricchi e famosi donano grandi somme di denaro per opere di utilità sociale, come Bill Gates o Jeff Bezos: è bene che lo facciano, visto che possono, ma quanto di quel denaro è stato guadagnato onestamente, nel rispetto dovuto al lavoro dei loro dipendenti, alle loro persone e alle loro famiglie?

Davanti a Dio sono sempre le motivazioni, oltre che l’azione in sé, a fare la differenza, quindi la qualità dell’agire. E quella vedova agli occhi di Gesù è nel Regno di Dio, perché vive la prima di tutte le beatitudini: la povertà di spirito. La sua condizione non è di per sé lodata dal Signore, perché spesso è fonte di degrado, ma il modo in cui la vive fa di questa donna una figlia amata e benedetta dal Padre dei poveri. Chissà, forse avrà pensato di aiutare con la sua piccola offerta chi sta anche peggio di lei, per questo è una persona che ha saputo fare tesoro della sua condizione: non si è chiusa in se stessa attaccandosi alle sue misere cose, ma si è immedesimata con gli altri, poveri come e forse anche più di lei.

Se tante persone qui sulla terra si trovano in condizioni di povertà e vivono negli stenti hanno diritto ad essere compensati per la loro sofferenza, riceveranno giustizia da Dio, se non riescono ad ottenerla dagli uomini: questa povera vedova è una di quelle centoquarantaquattromila persone segnate col nome dell’Agnello, quelle che lo seguono ovunque vada. Sono i redenti che stanno sempre alla sua presenza, vivono sotto lo sguardo del Signore, vigile e attento ai piccoli. Sono come i primi frutti che maturano nei campi e vengono offerti a Dio in segno di gratitudine per i suoi doni, puri perché sinceri, trasparenti davanti a lui: Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.