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Meditazione Lun 25 Maggio

Meditazione Lun 25 Maggio

Meditazione Lun 25 Maggio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Le crisi che fondano il cammino

 

Ancora una volta torniamo al vangelo di Giovanni, ma, idealmente rimaniamo legati al versetto del brano di ieri: “Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.”

Gesù oggi ci dice: “Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo.”

Innanzi all’affermazione di fede apparentemente incrollabile dei discepoli, Gesù ricorda l’importanza del “passo dopo passo”.

Non esiste atteggiamento di fede, senza che questo sia passato per il dubbio e per la prova. Non perché una singolare crudeltà lo imponga! Piuttosto perché in un processo di crescita, di maturazione, le crisi sono fondamentali e fondanti il cammino nuovo che le segue.

Atteggiamento maturo, innanzi alla crisi, è approfittarne, assumerne il peso, la responsabilità, viverla fino in fondo. Sono proprio i momenti di crisi, di contraddizione e di decisione difficile a farci crescere, a farci, autenticamente, “soggetto”, con un profilo, una identità più chiara e definita.

Per comporre una definizione, la scolastica classica e, prima ancora, la filosofia aristotelica, ci dicono che sono necessarie due componenti: il “genere prossimo” e la “differenza specifica”. Da questo possiamo affermare che l’uomo è “animale razionale”. Genere prossimo è la sua animalità, ciò che lo accomuna e avvicina agli animali. Ma è la differenza specifica a descriverne la specificità: la razionalità è ciò che lo distingue davvero.

Quando, nel linguaggio comune, diciamo “fare la differenza” intendiamo proprio questo: quel particolare che caratterizza ma che è, comunque, il frutto di uno scarto, di una discontinuità, di una instabilità di sistema.

“Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo.” Gesù snida le nostre false certezze e le usa per farci crescere. Mette in crisi i nostri falsi ragionamenti e ci propone l’instabilità dell’esistenza come parametro di valutazione.

Servono a monito, queste parole, per diffidare dalle facili sicurezze e dalle finte zone di comfort: l’incertezza è parte della vita. Fa la differenza il “come” la viviamo.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Quali certezze granitiche ospito nel mio cuore? Quali mi paralizzano e mi irrigidiscono?
  • Come le affronto? Mi fanno comodo o sento dentro me l’esigenza di superarle?