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Chi sono io per te?

 

Oggi, solennità degli apostoli Pietro e Paolo, il vangelo richiama la centralità che Pietro e la Chiesa di Roma rappresentano per tutta la cristianità. Non mi soffermerò sul primato petrino e neppure sulla dignità episcopale e sacerdotale insieme, spostando l’attenzione sull’identità di Gesù, sul “Voi chi dite che io sia” che resta, come una gemma, incastonato al centro del brano di oggi.

E, in effetti, tanto spesso ci soffermiamo su ciò che Gesù dice e fa, su ciò che rappresenta per la storia dell’umanità, sulle conseguenze che determinano tanto la sua Incarnazione come la sua Morte e Resurrezione.

Ma chi è Gesù per me?

Quel “per me” mi coinvolge per intero. Non oggettivizza Gesù come fosse il rappresentante di una Istituzione, un “monumento”, il protagonista di un racconto, di un libro di fiabe… Anzi, mi chiama in causa personalmente in un riconoscimento che dovrà essere, per me, esistenzialmente significativo in una relazione pienamente personale. Quando in catechesi si pone questa domanda ai più giovani, frequentemente la risposta è “Un amico!”. Effettivamente, la risposta ha senso.

Affermare che Gesù sia un amico significa riconoscergli, innanzitutto, la dignità di persona. E con un “qualcuno” entro in dialogo, mi relaziono, interagisco. Se questo Gesù che è “qualcuno” è davvero tale, ne conosco il profilo, imparo i suoi gusti, poco a poco scopro dai suoi gesti scopro quali sono i suoi valori. Inoltre, se questo “qualcuno” è un amico, non indugio nel chiedere consigli, nel consolarlo di fronte alle difficoltà, nel provare affetto nei suoi confronti e nel sentirmi, a mia volta, benvoluto. Scopro anche quanto difficile sia costruire una relazione di amicizia con “un altro” che, come tale, non è incasellabile in ciò che io vorrei fosse: ne conosco, ne apprezzo e, a volte, ne subisco la libertà.

Se, infine, questo amico è anche Dio, finisco con il caricarne l’immagine con tutti gli attributi della divinità, che possono, addirittura, offuscarne la reale statura, il desiderio suo di starmi accanto come un amico fa con un amico.

Infine, la domanda di Gesù “Voi chi dite che io sia?” è soggetta al tempo che passa, alla fase della vita che sto trascorrendo, alle cose che mi stanno capitando in un dato momento della mia storia e alle cose che nella relazione stessa stanno accadendo. Con un amico arrivo perfino a litigare, anche se poi, magari, facciamo pace in fretta.

Ecco: a questa domanda sull’identità di Gesù per me non posso scappare se voglio fare autentico il mio cammino con lui.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Chi è Gesù per me?