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Meditazione Lun 29 Marzo

Meditazione Lun 29 Marzo

Meditazione Lun 29 Marzo 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Spreco di profumo

 

Giovanni 12, 1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù».

 

 

Iniziamo la settimana Santa che dall’anno scorso ha un gusto particolare: quello del distanziamento cautelativo tra noi. Questa pandemia ci ha fatto capire meglio quanto affermiamo e preghiamo con la colletta di oggi: «Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unigenito Figlio».

Chiediamo di riprendere vita! Non ne possiamo più, questa crisi ci sta allontanando da ciò che amiamo, sta mettendo in fatica ogni sorta di progetto, il quotidiano è diventato apatico, e la malattia ci minaccia, ha colpito i nostri cari ecc. Capiamo che se la colletta evidenzia e intercetta il nostro sfinimento, è questo lo spirito giusto per entrare in simpatia, patendo insieme, con le letture, con la Settimana Santa.

Il Vangelo di oggi comincia proprio con «sei giorni prima di Pasqua», intende dire che comincia una nuova creazione che al sesto giorno ricrea la vita, infatti i sei giorni del Vangelo terminano con la Crocifissione: fine della settimana e inizio del nuovo giorno.

Da oggi fino a Domenica di Pasqua siamo chiamati ad entrare nelle scene del Vangelo, a portare con noi le nostre fatiche e le nostre speranze volgendo lo sguardo al Signore Gesù Cristo. È Lui al quale Dio si rivolge dicendo, come nella prima lettura: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni».

Come abbiamo visto sabato scorso, Gesù dovette ritirarsi in luoghi deserti perché i Giudei cercano di ucciderlo. Gesù tenta con parole e gesta di convertire i cuori ma le tenebre resistono.

Possiamo immaginarci con Gesù, anche lui sfinito e d’altro canto in ascolto della volontà del Padre: Gesù ci fa strada, ci apre la via verso il rinnovamento della nostra vita. Come afferma la Prima lettura (Is 42, 1-7): «Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento». Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega».

Così Gesù riprende il cammino in questi altri sei giorni per creare la nuova umanità redenta!

In questo episodio del Vangelo si trova con gli amici: Marta, Maria, Lazzaro e i discepoli! La scena va contemplata finché Maria rompe questo vaso di alabastro contenenti 300 grammi circa di olio profumato di Nardo. Questa scena ci dice in modo inequivocabile che Gesù non è più solo, che la comunità lo celebra e invita noi come comunità dei redenti, come chiesa, a celebrarlo in questa settimana! Il vero nardo evidenzia l’onore, l’intenzione di fare una festa importante con Gesù, Maria testimonia che ha imparato dal maestro, lava i piedi come fa il servo al suo padrone, come segno di accoglienza ma portato al livello più alto di rispetto.

La presenza di Giuda può irritarci, oppure può chiederci di rivedere la nostra posizione, il Signore permette anche a lui di esserci, la sua misericordia non ha limiti: accoglie tutti, e questa misericordia sconfinata appare eccessiva: più del profumo sprecato! Lo spreco è quindi il primo segnale della settimana Santa che ci dice: venite c’è spazio per tutti, c’è abbondanza!

Il contrasto che il Vangelo ci propone in questa breve scena è davvero suggestivo: anche nelle nostre comunità ci sono persone che possono non essere degne agli occhi del mondo, forse non lo siamo neppure noi, eppure come dice la prima lettura di oggi, profetizzando le parole di Dio Padre riferendosi al Messia: «ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

La cena in casa di Marta, Maria e Lazzaro è l’invito a tutti noi di essere una comunità, la chiesa, dove anche la nostra vita è rinnovata. È questo il senso più profondo dell’eucarestia: partecipare al banchetto eterno! Nel vangelo Gesù compare sempre più consapevole che l’ora della sua crocifissione è imminente, Egli si consegna alla volontà del Padre e ci apre la strada per essere con Lui figli.

Chiediamo la Grazia di essere partecipi attraverso la preghiera, i sacramenti, la comunità ecclesiale e la nostra vita a questa settimana alla vita di Cristo per più seguirlo e più amarlo.