• Tel: 06 697001 (centralino)

  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Lun 3 Maggio

Meditazione Lun 3 Maggio

Meditazione Lun 3 Maggio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Mostraci il Padre

 

Giovanni 14, 6-14

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

 

In questo Vangelo Gesù il suo cuore, manifestando il desiderio di farci conoscere il Padre e nello stesso tempo la coscienza che egli ha di rivelare veramente il Padre.

Filippo sente questo desiderio del cuore di Gesù, però non ha ancora capito chi è veramente Gesù, non ha ancora compreso che non c’è altra visione del Padre se non in Gesù.

Vedere Dio è un desiderio profondissimo nell’uomo, che corrisponde alla nostra esperienza del desiderio di conoscere profondamente una persona.

Evidentemente pensare una persona è qualche cosa, ma vederla è molto di più!

Il pensiero rimane per noi un mezzo indiretto di conoscenza e di contatto; se invece la vediamo, leggiamo sul suo volto i suoi sentimenti, il suo amore, la sua bontà, tutto ciò che di vivo c’è in lei.

È la ragione per cui desideriamo non solo di conoscere Dio con lo spirito, ma di vederlo: è un desiderio istintivo dell’anima religiosa.

A questo desiderio la Bibbia dà risposte contradditorie.

In certi passi è detto che è possibile vedere Dio; altri invece affermano che l’uomo non può vedere Dio senza morire, che il Dio invisibile è inaccessibile.

Anche nel Nuovo Testamento si ripete lo stesso contrasto: Dio abita in una luce inaccessibile; ma «i puri di cuore vedranno Dio».

Nel Nuovo Testamento però troviamo la chiave di questo paradosso: la visione di Dio ci è stata data, ma nel Figlio, che è l’immagine del Dio invisibile, che può farci vedere il volto umano di Dio.

È il mistero più profondo di Gesù: essere il rivelatore del Padre.

Non si tratta di contemplare semplicemente i tratti del volto di una persona: è mistero di contemplazione di tutta una esistenza umana.

Il Padre è in Gesù e Gesù nel Padre. E il Padre si manifesta in Gesù non solo nella sua presenza, ma nella sua morte e nella sua risurrezione.

È nella morte e risurrezione di Gesù che noi possiamo vedere Dio.

La prima lettura (1Cor 15, 1-8) ci suggerisce proprio questo accostamento. Gesù risorto che porta i segni della passione si è manifestato, si è fatto vedere, è apparso.

La più vera e completa visione di Dio è la visione di Gesù risorto, di colui che è morto e ha vinto la morte, di colui che ha sofferto e ha accettato la sofferenza per amore, di colui che ha amato i peccatori fino a consegnarsi per loro.

Ovviamente per noi Cristo risorto non è una persona che si vede come vediamo coloro con cui viviamo. Il nostro contatto con Gesù risorto è un contatto misterioso, più profondo di una visione sensibile.

Il contatto più profondo con lui è il contatto del cuore e della preghiera interiore.

Sono gli occhi del cuore che raggiungono Cristo nel suo mistero di morte e di risurrezione, è la preghiera che ci dona di gustare il suo mistero di dono di sé per amore.

Per noi la visione di Dio è dunque una visione del cuore; vedere Dio si può soltanto con l’ascolto e la preghiera che ci introducono nel cuore di Cristo.

Spunti di riflessione:
– Domandiamo, per intercessione di san Filippo che desiderava profondamente vedere Dio, questa visione ottenuta nel cuore di Gesù che è la sola che ci è possibile.