• Tel: 06 697001 (centralino)

  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Lun 7 Dicembre

Meditazione Lun 7 Dicembre

Meditazione Lun 7 Dicembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Chi può perdonare i peccati?

 

 

Luca 5, 17-26
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

 

In questa seconda settimana del Tempo di Avvento, ci facciamo accompagnare dall’icona di Giovanni il Battista, il cugino di Gesù, che ci è stata offerta nella Seconda Domenica d’Avvento: questi, da un lato, ha saputo preparare la strada a Gesù e, al tempo stesso, è rimasto spiazzato dalla bellezza del suo annuncio (Mc 1,1-8).

La paralisi descritta nel Vangelo è un processo degenerativo che arriva ad abbruttire l’essere umano, a renderlo passivo, ad emarginalizzarlo, a sprofondarlo nel rancore.

Eppure, nonostante tutto questo, il Vangelo ci ricorda che l’attesa di qualcosa di diverso e la preparazione ad esso persistono anche in condizioni estreme, come nel paralitico della scena.

Non solo.

Il Vangelo ci ricorda il ruolo importante e, addirittura, decisivo che possono svolgere le relazioni sociali, per rendere possibile questa attesa e la preparazione all’incontro, così come sono stati decisivi i portatori del paralitico nel brano che stiamo commentando.

Questa scena svela anche il senso profondo delle nostre paralisi e l’aspirazione ad una guarigione che non si limiti ad un miracolo, ma che porti soprattutto ad una reintegrazione sociale e ad un incontro personale.

Quali sono le paralisi che insidiano le mie attese e le mie preparazioni agli appuntamenti importanti della vita?