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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mar 15 Dicembre

Meditazione Mar 15 Dicembre

Meditazione Mar 15 Dicembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Abbiamo bisogno di essere aiutati

 

 

Matteo 21, 28-32
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

 

 

 

In questa terza settimana del Tempo di Avvento, ci stiamo facendo accompagnare dall’icona offerta nella Terza Domenica d’Avvento che mette a confronto due atteggiamenti di attesa: quello di Giovanni il Battista, che si è preparato alla venuta del Signore e lo ha riconosciuto; quello dei farisei, che si erano preparati in maniera rigorosa alla venuta del Messia e non l’hanno riconosciuto in Gesù (Gv 1,6-8.19-28).

Il Vangelo ci ricorda che nella normalità e nella ordinarietà della vita si gioca qualcosa di importante: la propria vita, i rapporti interpersonali, lo studio e il lavoro, il bene comune, la qualità della nostra vita sociale, l’incontro con il Signore.

La dinamica che Gesù descrive, quella cioè dei due fratelli che sono invitati dal loro papà ad andare nella vigna, è una dinamica che ci appartiene. A volte, a un impegno diciamo con entusiasmo “sì” e poi non siamo coerenti nell’eseguirlo (il matrimonio, l’impegno in politica, il Tempo di Avvento, ecc.); altre volte, a un impegno diciamo “no” e poi, invece, siamo capaci di rimetterci in discussione e di eseguirlo. Quindi la dinamica che Gesù descrive ci appartiene, possiamo facilmente riconoscerla e così farci aiutare da Lui quando ne abbiamo bisogno. Tutto qui!

Corriamo un grande rischio, quello cioè di sottovalutare questa dinamica, e, ancor più profondamente, di non riconoscere questo bisogno di essere aiutati, in particolare nelle nostre attese e nella preparazione ad esse.

Se non ci facciamo aiutare, vedremo altri che ci precederanno, che ci scavalcheranno, non perché siano più bravi di noi, ma perché si fanno aiutare. Ecco l’immagine dei pubblicani e delle prostitute che arriveranno a precederci nel cammino.

Sono consapevole che nella vita ordinaria ci giochiamo qualcosa di importante?

Chiediamo aiuto per il nostro cammino? A chi?

So recuperare e valorizzare questi ingredienti di lucidità del mio cammino?