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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mar 19 Gennaio

Meditazione Mar 19 Gennaio

Meditazione Mar 19 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Il sabato è per l’uomo

 

 

Marco 2, 23-28
In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

 

 

 

 

Il capitolo 2 di Marco, iniziato con il Figlio dell’uomo che ha il potere di rimettere i peccati, termina con il Figlio dell’uomo che è Signore anche del sabato.

Tutto il capitolo è una rivelazione progressiva dell’identità di colui che ha “toccato” il lebbroso: guarisce il corpo e lo spirito, restaura la vita e offre la comunione con Dio, mangia con i peccatori e dà inizio al banchetto nuziale.  Con lui la creazione giunge al settimo giorno e attinge alla sorgente da cui è scaturita. Ora è doveroso fare ciò che si pensava illecito: agire e mangiare di sabato, come Dio. Abbiamo infatti la sua stessa vita.  Questo è il dono definitivo che ci fa il Figlio dell’uomo. Le trasgressioni sue e dei suoi indicano la novità del Regno, il passaggio dalla promessa al compimento, che con lui è presente.

Il sabato è Dio stesso come fine e riposo dell’uomo. In questo senso l’uomo sarebbe fatto per il sabato; ma, non potendo perseguirlo a causa del peccato, il sabato stesso gli viene incontro per donarsi a chi non poteva ormai più raggiungerlo.

Il brano presenta il Signore che, nel suo giorno, passa attraverso campi seminati.  Quasi per sovrimpressione, lui stesso è il grano maturo – siamo quindi verso pasqua!

L’immagine – in continuazione con quella del perdono, della chiamata, del banchetto nuziale, del vestito e del vino nuovo – è un’allusione all’eucaristia, in cui i discepoli mangiano e vivono del Signore che si è fatto loro pane.

Questo cibo sabatico, alimento nuovo di cui l’uomo ormai si nutre, è Dio stesso che gli si dona come sua vita.

Gesù, il Figlio dell’uomo, si rivela Cristo (messia) e Signore. Con lui l’uomo opera e mangia di sabato, entra nella vita stessa di Dio.  Per questo è stato creato.

I discepoli sono quelli che stanno con lui, e vengono nutriti nel cammino dal suo pane. Essi hanno la gioia di avere ciò che ogni uomo desidera e si crede vietato: la vita stessa di Dio.

Chiediamo di conoscere il mistero di Gesù, Signore del sabato, che mi fa dono del suo cibo, di se stesso come mia vita.