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Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà svegli

 

Luca 12, 35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

 

Il vangelo ci invita a interrogarci sulle nostre attese.
Chi attende solo la morte, e vede all’opera solo il male, produce morte. Chi invece spera nel Signore Gesù, e riconosce la presenza di una possibilità piena di comunione con Dio, ha la stessa vita del Figlio in ascolto – e l’ha in abbondanza. L’esistenza cristiana è, dunque, attesa di colui che deve tornare, sapendo che lo sposo viene verso di noi!
Ma come attendere in questa storia? Il vangelo che è Gesù stesso ce lo indica!
La cintura ai fianchi e le lucerne accese ricordano l’attesa dell’Esodo; dicono che siamo sulla soglia, in attesa di attraversare il mare e di entrare nella terra.
Questa nostra esistenza, vissuta sulla soglia, è il tempo da vivere nel lavoro e nel servizio quotidiano, a immagine di colui che si è fatto servo per noi e che tornerà alla fine dei tempi.
La comunità di Luca è cosciente che il Signore non verrà tanto presto. Il momento del suo ritorno sarà la notte, figura della morte personale e anticipo della notte cosmica, del nuovo parto in cui la bellezza del principio verrà alla luce.
Pertanto, questa notte sarà chiara come il giorno, perché permeata dalla presenza del Signore che è luce sul nostro cammino. A quella chiarità dovremo accendere le nostre lucerne!
Questo tempo di attesa e di soglia non è vuoto. È già il tempo di salvezza, dove siamo chiamati a testimoniare il Signore risorto davanti a tutto il mondo.
La storia diventa così il luogo della decisione e della conversione, della vigilanza e della fedeltà di ascolto alla Parola, che giorno dopo giorno ci trasforma a immagine del Figlio, come membra vive del suo corpo.
Come credenti, allora, siamo invitati a vegliare nella notte del mondo, per scorgervi già presente quell’abbondanza di grazia che il Signore ha riversato nei nostri cuori.
La nostra vigilanza non è uno scrutare nel buio. È piuttosto un tenere accesa davanti al mondo la luce del Signore, continuando la sua missione tra i fratelli.

O Misericordioso e Fedele, che hai posto nel nostro cuore il desiderio di compiere la tua volontà, donaci uno sguardo sereno e pacificato, capace di riconoscere, nel buio delle nostre morti, la strada di salvezza che hai aperto per noi. O Signore della storia e delle nostre anime, il tuo amore sino alla fine che si è fatto Eucaristia, ci renda capaci di condurre una vita pienamente pasquale, e ci renda attenti per accendere le lampade della nostra fede al chiarore della tua venuta.