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Le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove

 

La preghiera iniziale della Messa di oggi chiede al Signore la grazia di proclamare la potenza del Signore risorto.
Nessuno può annunciare ciò di cui non ha fatto esperienza.
Testimonia il Vivente chi solleva lo sguardo dalle realtà terrene per fissarlo sulle realtà celesti.
Testimoniare il Risorto vuol dire aver superato la paura, essere entrati nella fede – cioè nell’esperienza – dell’amore del Padre.
Le cose vecchie che non portano frutto sono passate e ne sono nate di nuove. Già questo pone una domanda al nostro modo di essere cristiani: vivo da risorto, da uomo/donna nuovo, vivo la novità della Pasqua?

La Pasqua è una forza e una potenza di vita inarrestabile, davanti alla quale è inutile resistere.
Chi non ha timore della novità ma si apre a essa è un risorto con Cristo. Chi lascia che la propria vita esprima la bellezza del compimento è un uomo nuovo.
Che cosa dobbiamo fare per risorgere ogni giorno?
Dobbiamo spalancare la porta del nostro cuore a Cristo e al suo Vangelo.
Dobbiamo non negare ma superare con l’aiuto della fede, della speranza e della carità lo scoraggiamento, il risentimento, l’amor proprio, l’egoismo, la vanità che vorrebbero impedirci di crescere verso il fine: la vita piena con Dio e con i fratelli.
Il segreto sta tutto qui: è una conversione dello sguardo; dal ripiegamento all’apertura; è un’azione dello Spirito cui noi collaboriamo.
Concretamente le letture ci invitano alla condivisione.
Non è prima di tutto il condividere solo realtà materiali, ma è particolarmente abbracciare l’essenza stessa di Dio.
La condivisione è prima di tutto comunione, è l’essere con, è il modo di essere del Signore: il Dio con noi che vuole condividere la nostra umanità fino in fondo.
Non una umanità ideale, ma la povertà reale dell’uomo.

Il Vangelo ricorda che condividere è prima di tutto rinascere dall’alto, cioè vivere la dinamica della vita nuova, rinnovata dallo Spirito.
Ma lo Spirito non si lascia ingabbiare in uno schema; è talmente libero da essere sempre novità, rinascita, trasfigurazione.
Che cosa mi chiede concretamente il Signore per entrare nella novità della Pasqua?