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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mar 25 Maggio

Meditazione Mar 25 Maggio

Meditazione Mar 25 Maggio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Abbiamo lasciato tutto per te

 

Marco 10, 28-31

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

 

 

Probabilmente anche nel nostro cuore risuona spesso l’interrogativo che i discepoli rivolgono al Signore qualche versetto prima della pericope proposta dalla liturgia di oggi: “Chi si può salvare?”.

È nell’agitarsi di questa domanda che comprendiamo l’affermazione di Pietro: abbiamo lasciato tutto per te! E noi potremmo proseguire: che cosa dunque ce ne viene?

La ricerca della salvezza – che possiamo anche chiamare realizzazione vitale – è ciò che ci agita e ci preoccupa, che ci spinge ad agire per ottenerla.

Desideriamo la vita tanto disperatamente da legarci alle ricchezze per conquistarla.

Senza accorgerci, però, le cose prendono il posto della vita vera e alla fine ci soffocano, perché le realtà create sono il segno dell’amore di Dio per noi ma non sono amore. E senza amore si muore!

Perciò, giustamente i discepoli sono sconvolti dalle parole di Gesù: nel regno dei cieli – nella vita vera – entra solo il bambino; cioè colui che è povero in senso assoluto, colui che non possiede nulla – neppure se stesso, colui che vive dell’amore gratuito dell’altro.

Salvarsi, per coloro che sono emancipati non è né facile né difficile: è assolutamente impossibile!

Davanti alla nostra disperazione, interviene la Buona Notizia: Dio può renderci poveri e piccoli e salvarci, facendoci scoprire quel tesoro inestimabile per il quale lasciare tutto non è un peso, ma un guadagno, cioè il suo amore.

È proprio di Dio fare ciò che è impossibile all’uomo.

A noi non resta che chiedere, nonostante le nostre resistenze contrarie e le nostre paure, questo impossibile che lui solo può donarci.

Pietro a nome degli altri discepoli constata con sorpresa che l’impossibile è già avvenuto: nella sequela in povertà ha scoperto l’amore di Dio.

Noi spesso vorremmo invertire i termini: prima essere certi di non perdere nulla e poi seguire il Signore.

Il vangelo ci indica il percorso contrario: seguendo Cristo, fidandoci e affidandoci a lui scopriamo con stupore di non aver perso nulla ma di aver guadagnato tutto!

Questa è stata l’esperienza di Pietro, quella di Paolo, quella di Luigi che ha lasciato l’agiatezza della sua famiglia per servire il Signore negli ammalati di peste.

Chiediamo al Signore, di far maturare nel nostro cuore il desiderio di seguirlo, senza frapporre nulla all’amore per lui nella consapevolezza che lasciando tutto guadagniamo il centuplo quaggiù e la vita eterna.