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Meditazione Mar 26 Gennaio

Meditazione Mar 26 Gennaio

Meditazione Mar 26 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

La messe è molta

 

 

Luca 10, 1-9
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

 

 

 

Il vangelo di oggi tratto da Luca parla dell’invio dei Settantadue discepoli e delle caratteristiche che deve avere colui che annuncia la Buona Notizia, il Vangelo.

Origine e fonte della missione è sempre il Padre che conosce l’ampiezza della mèsse e i frutti che si potranno cogliere.

Luca presenta una Chiesa che è tutta apostolica – in quanto missionaria – che è chiamata a continuare nell’oggi l’opera di Gesù.

È un’opera, quella dei Dodici a Israele e quella dei Settantadue a tutti i popoli, che costituisce un’unica missione, perché Dio vuole tutti gli uomini salvi.

La missione nasce dall’amore del Padre per i suoi figli, ma si allarga a noi che abbiamo conosciuto questo amore e lo abbiamo sperimentato come salvifico.

Che la mèsse sia molta e gli operai pochi, non è qualcosa che deve preoccupare solo il Padrone, ma anche i servitori, che collaborando alla sua stessa fatica, si fanno carico di questa inquietudine nella preghiera, luogo di comunione con il Dio amore.

Il Signore che ci invia tutti – anche i laici – non ci illude: il mondo si comporterà con i discepoli come il lupo con gli agnelli, solo alla fine dei tempi pascoleranno insieme.

In questa storia nostra il lupo mangerà sempre l’agnello; ma quest’ultimo vincerà e riceverà il potere in quanto immolato. Questa è l’opera di Dio!

Fine della missione non è solo la vittoria sul male o il ristabilimento del disegno originario della creazione.

Il fine della missione è che i nostri nomi, nel nome di Gesù, siano scritti in cielo, cioè in Dio.

L’unica sicurezza e certezza di cui abbiamo bisogno è che siamo chiamati a una comunione piena con il Dio della vita.

Chiediamo al Signore la grazia della consapevolezza di essere inviati da lui come segno di pace; come segno di benedizione e di pienezza a questo mondo che ha bisogno di ritrovare il suo centro e la sua verità davanti a Dio. Ciascuno secondo la propria condizione e capacità è chiamato a farsi carico di questa mèsse amata dal Signore.