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La vita dei risorti in Cristo

Il Vangelo di oggi, visto con gli occhi di chi ha fatto esperienza del Risorto, di chi ha fatto e fa esperienza dei frutti della resurrezione, riveste una singolare importanza.
Secondo l’andamento del sesto capitolo del Vangelo di Giovanni, dominante, in apparenza, resta il tema del pane.
Ma il Signore ci spinge ad andare oltre la sazietà di cui pure necessitiamo ogni giorno. Ci spinge ad andare verso la sua identità di “pane che sazia e bevanda che disseta per l’eternità”.
La sua autorevolezza viene direttamente dal sepolcro vuoto della Pasqua, perché post-pasquale è il punto di vista degli evangelisti così come il nostro.
Ciò implica affermare la possibilità che la morte non sia l’ultima parola della vita, possibilità sulla quale, in quanto credenti, siamo chiamati, ogni giorno, a scommettere.
In questo senso, l’orizzonte non è più quello della storia, ma quello dell’eternità e, in particolar modo, di una eternità fatta di sazietà e pienezza, nella personale relazione con il Signore.

Spunti di riflessione:

– In cosa, nella mia vita, la relazione con il Signore Gesù mi regala sazietà, forza, pienezza? Sono in grado di vivere “da risorto”? Ossia: sono entrato nella prospettiva di una esistenza che non finisce e, soprattutto, nella gioia che questa “vita che ha un’apertura sull’eterno” sia, effettivamente, la mia vita?