Selezionare una pagina
Tel: 06 69 70 01 (centralino) - 06 69 91 653 (emergenze)

Purificare le attese

 

 

Luca 7, 19-23
In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».
Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”».
In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

 

 

 

In questa terza settimana del Tempo di Avvento, ci stiamo facendo accompagnare dall’icona offerta dalla Terza Domenica d’Avvento. Questa icona mette a confronto due atteggiamenti di attesa: quello di Giovanni il Battista, che si è preparato alla venuta del Signore e lo ha riconosciuto; quello dei farisei, che si erano preparati in maniera rigorosa alla venuta del Messia e non l’hanno riconosciuto in Gesù (Gv 1,6-8.19-28).

Nell’icona che ci accompagna in questo tempo di preparazione chiamato Avvento, abbiamo presentato Giovanni il Battista come colui che si è preparato alla venuta del Signore e lo ha riconosciuto.

In realtà, come ci ricorda il Vangelo di oggi, il suo cammino è stato più complesso. In particolare, anche Giovanni ha avuto, in parte, una rappresentazione del Messia atteso che ha rischiato di sviarlo, quando si è trovato di fronte Gesù. Molte volte le nostre attese e le nostre rappresentazioni proiettano delle condizioni che ci impediscono poi di riconoscere l’agire del Signore. Giovanni si rappresentava un messia forte, determinato, risoluto nell’instaurare il suo regno. Si è trovato di fronte un Messia che ha scelto la mitezza, a servizio dei poveri e dell’umanità derelitta, interessato ad annunciare speranza e ad assicurare a tutti la sua vicinanza e il suo aiuto.

Pian piano, Giovanni purifica la sua attesa e riconosce che è stata fuorviante, dal momento che Gesù, non solo, interpreta il servizio di Messia in una maniera più bella, ma, di questo, beneficia personalmente lo stesso Giovanni.

In che misura le nostre attese e le nostre rappresentazioni rischiano di sviarci rispetto all’agire del Signore?