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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mer 16 Giugno

Meditazione Mer 16 Giugno

Meditazione Mer 16 Giugno 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Pratiche della vita spirituale

 

Matteo 6, 1-6. 16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

 

 

Il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sugli atteggiamenti ipocriti che nella vita spirituale, spesso, corriamo il rischio di assumere. Gesù riferisce l’ipocrisia a tre situazioni particolari: l’elemosina, la preghiera ritualistica e il digiuno. Sono tre azioni che caratterizzano e, forse, fanno da metafora all’intero cammino spirituale.

Tanto si è scritto su queste tre pratiche o tre virtù. Ci esercitano alla modestia e ci educano in tre diverse dimensioni: nella relazione con gli altri, attraverso il porre sollievo alle loro indigenze, nella relazione con Dio, coltivando l’amicizia con lui, e nella relazione con le realtà del mondo, sapendocene distaccare e vivendo senza il continuo appropriarcene.

Sono tre atteggiamenti la cui ricompensa, i cui frutti sono, nello stesso ordine, compassione, devozione e libertà. Sono frutti: non è, forse, all’inizio la compassione autentica che ci spinge all’elemosina? Piuttosto, magari, è vero il contrario: elemosinando impariamo sempre meglio a prenderci cura degli altri e delle loro miserie. E così negli altri casi.

Ma centrale nel brano è la denuncia dell’ipocrisia che può minare sin dalla radice queste pratiche, che se sono solo pratiche, corrono il rischio di perdere di valore. Si tratta piuttosto di attitudini profonde, stati dell’anima.

Nel cammino spirituale, infatti, prendi via via coscienza d’essere tu il povero, d’essere tu completamente dipendente da Dio, d’essere tu il destinatario, senza alcun merito, dei beni del creato.

Sono la tua indigenza, la tua creaturalità e il tuo bisogno continuo, ciò che questi atteggiamenti, che diventano doni, finiscono con il sottolineare.

Ma può succedere anche il contrario. Facendo elemosina posso finire davvero per credermi più ricco. Così pregando: posso arrivare a credere che Dio abbia bisogno della mia lode, che il vero Dio sia io. E, infine, così, digiunando: pensarmi indifferente, superiore, superbo.

Posso, cioè, generare dentro me una comprensione completamente capovolta di ciò che le tre pratiche vorrebbero, in realtà, suscitare.

Da qui viene l’ipocrisia, lo svuotamento di senso delle pie pratiche, qualsiasi esse siano.

E, con l’ipocrisia, matura l’irrigidimento: è questa la prova del nove dell’autenticità nella nostra vita spirituale.

Quando iniziamo a misurare gli altri sulla base del loro elemosinare, pregare e digiunare siamo già fuori strada. Quando iniziamo ad avanzare pretese, perfino verso Dio, quando la devozione si trasforma in giudizio, quando le nostre piccole privazioni sono pervase da amarezza e disillusione o da pretensione e petulanza …

In questi casi sarà bene agere contra e dedicare maggiore spazio alla gratuità e alla gratitudine verso l’unico Signore di tutte le cose, che semina la sua presenza negli altri e nel creato intero.

 

Spunti di riflessione:

  • Oltre al digiuno, alla preghiera rituale e all’elemosina, tante sono le pratiche e le attitudini proprie della vita spirituale, magari anche riconducibili a queste tre. Quali caratterizzano il mio cammino? Come le vivo? Fanno bene alla mia salute spirituale?