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Meditazione Mer 17 Febbraio

Meditazione Mer 17 Febbraio

Meditazione Mer 17 Febbraio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

 

 

Matteo 6, 1-6. 16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

 

 

 

 

Con l’inizio della quaresima come discepoli ci prepariamo a contemplare il Signore Gesù Cristo che muore e Risorge per noi. Un cammino che si ripete di anno in anno affinché ci possiamo avvicinare di più, più sinceramente, più affettivamente a Cristo per più imitarlo e più seguirlo.

Un cammino che ha in sé due atteggiamenti principali: la ricerca della libertà interiore ed esteriore dalle cose, riconoscendole come fini e non mezzi; il secondo atteggiamento è la predisposizione personale e sempre maggiore ad amare Dio Padre, i fratelli e le sorelle e noi stessi con lo stesso amore che riceviamo dal Figlio Suo.

Il simbolo delle ceneri vogliono ricordarci proprio il dono: il dono della vita, del corpo, delle relazioni, sottoposte alla caducità, ma per mezzo dell’amore di Gesù Cristo chiamate a risorgere perché: chi ama passa dalla morte alla vita (Cf. 1 Gv 3,14).

Sperimentiamo che il cuore è spesso “distratto” da tante passioni tristi e brevi, la tentazione più grande è di seguire i falsi amori che conducono alla morte; per questo il sacerdote mettendoci le ceneri ci ricorda che siamo cenere oppure ci invita alla conversione, entrambe le formule ci invitano a trasformare il gesto dell’imposizione delle ceneri in un amore più profondo e fondato, ci invita alla conversione, riconoscendo che resta solo l’amore vero, l’amore fondato sull’Amore di Cristo.

La prima lettura esordisce proprio con: “Ritornate a me con tutto il cuore”, il profeta Gioele ci ammonisce perché molti “appetiti ci distraggono”, perciò servono digiuni, l’agire contro le passioni tristi, liberando il cuore da “qualcosa” affinché, come dice il profeta Gioele, il Signore possa entrare in noi e darci la Sua benedizione.

Il digiuno è una pratica che vuole creare spazio in noi, uno spazio tra il soggetto orante e Dio, un luogo di benedizione; ecco che così “qualcosa” che in noi sentiamo essere troppo presente diventa accessorio e Dio torna ad avere il primo posto nella nostra vita.

Certamente nello scegliere cosa lasciare, di cosa digiunare, la domanda può sempre essere: “ne vale la pena?”. San Paolo nella seconda lettura di questo mercoledì, dice: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. San Paolo chiedendo a noi oggi, e ai Corinti in quel tempo, di essere ambasciatori del Vangelo si rende ben conto che la relazione con Dio Padre non è scontata. Spesso la relazione con Dio diventa tiepida o addirittura fredda a causa di relazioni ingiuste con noi stessi o all’interno della comunità cristiana. Molte incomprensioni, molte ingiustizie e violenze feriscono la Chiesa e portano a diffidare di Dio. Il digiuno vuole riportarci a ciò che essenziale.

Siamo invitati in questo mercoledì delle ceneri a riconoscere che è il momento favorevole per rimettere al centro la relazione con Dio Padre, per poter amare il prossimo e noi stessi con un amore creaturale.

Il Vangelo di Matteo sintetizza quanto abbiamo detto finora, ci invita ad agire secondo giustizia verso il fine unico che è Dio, e non per piacere agli uomini. Per agire così però deve essere l’amore a guidarci, e non solo “il senso del dovere”, per questo Gesù in questo vangelo parla del “Padre vostro”: gli amori effimeri sono superati solo da amori più grandi, in una specie di osmosi.

Il cammino quaresimale è un processo di filiazione, un cammino verso l’unico grande Amore che noi figli nel Figlio riceviamo dal Padre, siamo chiamati a riconoscere l’eredità e ricompensa ricevuta.

Spesso leghiamo il digiuno alla tristezza, oggi le letture, e in particolare il vangelo di Matteo, ci invitano a vivere pienamente la relazione con il Padre nell’intimità della nostra camera, e addirittura vivere questo tempo di digiuno profumati e lavati, si tratta di una festa, si tratta del momento favorevole.

Chiediamo la Grazia a Dio di vivere ogni giorno di questa quaresima con lo sguardo sempre più ricolto al Padre.