• Tel: 06 697001 (centralino)

  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mer 2 Dicembre

Meditazione Mer 2 Dicembre

Meditazione Mer 2 Dicembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Quanti pani avete?

 

 

Matteo 15, 29-37
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò.
Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene!

 

 

In questo tempo di Avvento, ci soffermeremo sui diversi atteggiamenti di attesa e di preparazione di cui il Vangelo ci dà testimonianza e, come icona di riferimento, proseguiamo tenendo anche oggi in sottofondo l’immagine di preparazione offerta dalla Prima Domenica d’Avvento: “Fate attenzione! Vigilate! Non addormentatevi…” (Mc 13,33-37).

Il Vangelo di oggi ci ricorda che l’attesa e la preparazione non possono mai essere un’esperienza soltanto individuale.

E ci dice anche che questa esperienza non può limitarsi ad essere soltanto “comunitaria”, cioè con persone con cui si vive un certo senso di appartenenza.

L’attesa e la preparazione sono fondamentalmente delle esperienze sociali, da vivere in mezzo alla gente e con un atteggiamento inclusivo.

Ecco l’immagine della folla descritta dall’evangelista Matteo.

La composizione estremamente variegata di questa folla e l’attenzione, in particolare, alle categorie più fragili e marginali favoriscono un’esperienza di condivisione che è il modo più autentico e profondo per predisporsi all’attesa dell’incontro con il Signore e prepararsi ad esso.

Sono consapevole che l’attesa e la preparazione hanno un bisogno Vitale di condivisione?