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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mer 23 Giugno

Meditazione Mer 23 Giugno

Meditazione Mer 23 Giugno 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Porta, via, albero, frutto

 

Matteo 7, 15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

 

 

Il brano si articola in due quadri con metafore suggestive: porta/via, albero/frutto.

La parola di Gesù è la “porta” stretta che ci fa entrare nella vita filiale e fraterna, la “via” angusta che ci conduce alla vita piena. Quanti la conoscono e non la praticano  sono “falsi profeti”. Per loro la dissonanza tra il dire e il fare non è dolorosa incoerenza da cui uscire, ma strategia di vita. Le loro azioni li rivelano, come il frutto mostra la qualità dell’albero.

Molte sono le porte, ma una sola quella di casa; tante le vie per perdersi, ma una sola quella che porta alla meta; mille gli alberi, ma uno solo dà il frutto di vita.

La porta è il luogo dove il muro di separazione lascia il varco alla comunione: l’umanità di Gesù, che realizza la Parola, è la porta (Gv 10,7), l’apertura tra l’uomo e Dio, dove Dio entra nella casa dell’uomo e l’uomo nella casa di Dio. Essendo insieme Dio e uomo, Gesù è la porta che Dio trova nell’umanità e che l’umanità trova in Dio.

stretta. Gesù dice così non per scoraggiare, ma per esortare all’impegno. Dopo il peccato, è facile fare il male, difficile fare il bene. Il male è largo all’inizio, poi si fa angusto e stringe fino ad uccidere; il bene è stretto all’inizio, ma poi si allarga sempre di più all’amore e alla vita. La porta sembra stretta a causa dell’inganno che fa apparire buono, bello e desiderabile ciò che è cattivo, brutto e detestabile, e viceversa (Gen 3,6).

Questa porta in realtà è l’infinita ampiezza, lunghezza, altezza e profondità dell’amore di Cristo per noi (cf Ef 3,18): è il suo costato aperto sulla croce (Gv 19,34ss).

Ogni altra porta e via, che non sia l’amore del Padre e dei fratelli, conduce alla perdizione. Non basta pensare: abbiamo la sana dottrina, Dio è con noi! Noi siamo con lui solo se viviamo la misericordia.

Alla “porta” qui si associa “la via”, che indica il modo concreto di vivere. La porta larga e la via spaziosa, in termini laici consiste nel fare quello che piace, senza guardare se edifica o demolisce l’altro; in termini religiosi consiste nel fondarsi sulla propria giustizia, oppure accontentarsi di pratiche esteriori o di ricerche del sensazionale e del prodigioso. C’è una religiosità che non passa attraverso il cuore del Figlio, la conoscenza del suo amore, la sua carne crocifissa. È la via delle “tecniche” religiose, sganciate dalla misericordia ricevuta e donata; ma è anche quella delle varie ideologie che prendono il messaggio biblico staccandolo, dalla persona di Gesù e dalla Chiesa, separandolo dalla storia e dalla carne, riducendolo a idea morale – a legge tanto sublime quanto vuota.

Come Mosè (Dt 30,15-20), Gesù ci pone davanti al bivio: ci apre la via della benedizione e della vita, perché abbandoniamo quella della maledizione e della morte. Abbiamo finalmente la possibilità di scegliere la nostra verità: oltre il male che già conosciamo e facciamo – e che la legge denuncia – c’è il bene che in lui possiamo finalmente conoscere e fare.

Il brano richiama il Salmo 1, che presenta la via “beata” del giusto e quella “perduta” del peccatore, paragonati rispettivamente a un albero ricco di frutti in riva al fiume, e alla pula dispersa dal vento. Fare o meno queste parole, è per l’uomo realizzare o perdere se stesso.

 

Spunti di riflessione:

  • Nella preghiera chiedo di entrare per la porta stretta, fare la parola che ascolto, avere lo Spirito di Gesù.