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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mer 24 Febbraio

Meditazione Mer 24 Febbraio

Meditazione Mer 24 Febbraio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Sentirsi ascoltati da Dio

 

 

Luca 11, 29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

 

Oggi le letture parlano di penitenza e di ricerca di segni, due azioni che possono facilmente distrarci facendoci concentrare su noi stessi. Cerchiamo di entrare meglio nei testi di oggi.

La preghiera di colletta dice: “Guarda, o Signore, il popolo a te consacrato, e fa’ che, mortificando il corpo con l’astinenza, si rinnovi con il frutto delle buone opere”, la colletta ci fa chiedere di agire guidati dalla speranza, ma di che speranza stiamo parlando?

Nel Vangelo di oggi, Gesù si riferisce alla speranza soddisfatta nell’incontro di Salomone e Giona da parte della Reggina del Sud e del popolo di Ninive.

Chi sono questi personaggi?

Salomone è il successore di Davide nel regno di Israele e di Giuda. Salomone fu colmato da Dio di grande sapienza ed intelligenza: “Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la sapienza di Salomone, mandati da tutti i re della terra, che avevano sentito parlare della sua sapienza” (1Re 5,9-14). La regina di Saba era Etiope e mise alla prova con enigmi Salomone ammirata dalla sua sapienza: “Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta al re che egli non potesse spiegarle.” (1Re 10,1-3). Così Salomone non compie nessun miracolo ma testimonia la Sapienza di Dio!

La figura di Giona è ricordata nella prima lettura di oggi nel suo momento più ambiguo, infatti, il profeta inizialmente pone molta resistenza alla missione affidatagli da Dio, fa di tutto per fuggirla! In fine, quando la mette in pratica, il popolo si converte (episodio ricordato nella prima lettura odierna) e perciò Dio non agisce più in sfavore del popolo, ma Giona si sente un profeta frustrato: perché Giona non compì nessun miracolo!

Cosa abitava nel cuore del popolo di Ninive e della Regina del Sud? Possiamo comprendere che l’ascolto del loro cuore da parte di Dio generò l’ascolto da parte sia della Regina Etiope che del popolo di Ninive, malgrado ogni assenza di segno o miracolo divino.

La speranza che avevano fu colmata da un ascolto reciproco: sentirsi ascoltati da Dio e ascoltare la Parola. Il popolo di Ninive e la Regina del Sud si sono sentiti totalmente centrati e non più distratti da ricerche di segni.

Gesù nel Vangelo di oggi evidenzia come stranieri alla vocazione del popolo di Israele, proprio perché guidati da un grande desiderio trovano il loro centro nella Parola di Dio, scoprono una sorgente nuova, superando ogni distrazione piccola o grande che sia.

Come avviene questo centramento? Intanto, dobbiamo ammettere che siamo distratti, ricordando le parole di un uomo certamente guidato dall’amore di Dio come era p. Nicolas: “Le distrazioni durante il tempo della preghiera sono state una grande preoccupazione nei primi anni della mia vita religiosa. … Sono stati necessari molti anni di lotta e fallimenti per rendermi conto che la reale distrazione era nella mia vita, non nella mia preghiera. Ero distratto in quasi ogni area della mia vita, lavoro o studio”.

La spiritualità in genere, e quella ignaziana nel particolare, fanno dell’imitazione di Cristo l’esercizio quotidiano più presente: imitarlo quando mangiava, quando stava con le persone, quando dormiva ecc. Per questo serve frequentare la Parola, portare con sé il suo ricordo, rievocarla, farla risuonare con la realtà. La Regina del Sud affronta un grande viaggio per ascoltare Salomone, il popolo di Ninive blocca ogni sua attività per essere perdonato: e noi che abbiamo il Cristo non riusciamo a centrarci!

Abbiamo il Cristo ma siamo distratti, perciò, come dice la colletta della messa di oggi, ci vengono in soccorso due esercizi spirituali che, come al popolo di Ninive e la Regina del Sud, interrompono il nostro quotidiano e tracciano il nostro pellegrinare, e sono: l’astinenza, mortificando il corpo, e le opere di carità. Due opere che dicono un donarsi e un centrarsi in Dio, ricercando un cuore integro, come afferma l’antifona all’alleluia: “Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore, perché sono misericordioso e pietoso”.

Certamente la mortificazione del corpo come prendersi cura dell’altro possono sembrare inutili azioni, possono sembrare “prive di senso”, perché ciò che ci distrae è proprio voler leggere il mondo a partire da ciò che noi crediamo, da ciò che noi speriamo, e spesso quello crediamo e speriamo è tristemente centrato nel nostro io! Ancora una volta è p. Nicolas ha suggerirci: “non essere distratti dall’Io, dalle nostre idee, da ciò che ci piace o non ci piace, dalle nostre opinioni e teologie, ma di essere attenti alle persone che camminano e vivono alla presenza di Dio. Dimentica te stesso e prendi posizione per la vita di queste persone”.

Cosa ci distrae oggi? Quale digiuno posso fare per lasciare che Dio sia più presente nella mia vita? Posso fare silenzio per lasciare che un po’ Dio mi parli?