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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Mer 24 Marzo

Meditazione Mer 24 Marzo

Meditazione Mer 24 Marzo 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Imitatori di Cristo nella libertà

 

Giovanni 8, 31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

 

 

Man mano che ci avviciniamo alla Pasqua ci accorgiamo che il nostro cammino ci sta trasformando, il seme cresce in noi: fragile, piccolo, ma anche reale. Le parole del vangelo di oggi sono consolanti e dobbiamo affidarci a loro perché il Signore vuole attrarci a sé.

L’evangelista Giovanni ci racconta che anche dei Giudei cominciano a credere in Gesù; i Giudei nel quarto vangelo sono sempre ostici alla parola del Salvatore, eppure alcuni credono.

Possiamo entrare nella scena proprio assumendo il loro punto di vista. Questi Giudei non sono discepoli, lo diventano ascoltando la parola, finora hanno indugiato. Per questo possiamo entrare nel vangelo assumendo il loro punto di vista, anche noi stiamo entrando tra passi certi e ondeggiamenti.

Gesù dice: stando nella mia Parola sarete discepoli, conoscere la verità e questa vi farà liberi: la Parola di Gesù è Gesù stesso, sintesi delle dieci parole, della Torah, la legge. Perciò la libertà del cristiano è orientata all’imitazione di Cristo, imitarlo è stare nella sua Parola. Che significa imitare? Significa affidarsi allo Spirito Santo trasformando l’atto di fede in azione, in vita, in quotidianità.

Il vangelo è una via pratica, Gesù non vuole gente che applaude e ammira, ma persone che si donino. Stare con Gesù, meditando le scritture e discernendo lo Spirito ci fa conoscere la verità che ci rende liberi. È chiaro che non si tratta di una teoria, ma di una pratica che “ci farà” liberi, il verbo è importante, non si tratta di conoscere in modo razionale, ma di “fare – essere trasformati”.

Certamente come i Giudei di allora, anche noi possiamo dubitare: siamo liberi di fare quello che vogliamo, anzi la religione ci impedisce molte cose! Il discorso di Gesù fa emergere in noi l’orgoglio.

Gesù ci invita a vedere, invece, la nostra prigionia, i nostri vizi, i nostri peccati, le nostre ombre: siamo schiavi del peccato. Peccato è per il Giudeo ogni cosa che allontana da Dio e quindi rende la loro vita, e la nostra, priva di senso! Il peccato ci rende stranieri in casa, schiavi!

La liturgia di oggi ci invita a fare nostri gli atteggiamenti di Cristo: cosa custodisco della Parola di Dio?

Come sento che sto imitando la sua vita?

E ancora, quali sono le dinamiche che mi rendono schiavo? Quali sono i miei atteggiamenti che mi allontano da Dio?

Chiediamo la Grazia di crescere nella sequela di Cristo.