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Meditazione Mer 9 Dicembre

Meditazione Mer 9 Dicembre

Meditazione Mer 9 Dicembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Il “peso” di una relazione

 

 

Matteo 11, 28-30
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

 

In questa seconda settimana del Tempo di Avvento, continuiamo a farci accompagnare dall’icona di Giovanni il Battista, il cugino di Gesù, che ci è stata offerta nella Seconda Domenica d’Avvento: questi, da un lato, ha saputo preparare la strada a Gesù e, al tempo stesso, è rimasto spiazzato dalla bellezza del suo annuncio (Mc 1,1-8).

Il Vangelo ci dice che il nostro cammino, e, quindi, le nostre attese e le preparazioni ad esse, sono esposte alla stanchezza e all’oppressione.

È un’esperienza che tutti abbiamo e che continueremo ad avere.

Al tempo stesso, il Vangelo ci dà speranza. Infatti, ci dice anche che possiamo sottrarci a questi condizionamenti pericolosi, facendoci aiutare.

Chi ci può aiutare?

Un atteggiamento semplice e fiducioso porta ad accorgersi di queste opportunità di aiuto nella vita di ciascuno di noi e a confidarvi. Far tesoro di questo insegnamento significa farsi carico di un peso, di un giogo soave e leggero. Il “peso” non è una questione di chili: il peso è una relazione e, soprattutto, una relazione che scopriremo in questo Tempo di Avvento.

Farsi carico di questo peso dolce e leggero significa accorgersi di questa relazione, coltivarla, pregare. E questo … ci sottrae ai condizionamenti, ci dà libertà.

Quali sono i condizionamenti che subisce il mio cammino?

Come li gestisco?