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Non ci ardeva forse il cuore…

 

Nel vangelo di oggi vediamo Gesù che si fa pellegrino e compagno di strada di due discepoli che stavano allontanandosi da Gerusalemme. Per entrare in questo brano bisogna capire bene i sentimenti che agitavano il cuore di questi due personaggi. Si tratta di discepoli delusi e affranti, la tragica morte del loro maestro si è impressa con forza nelle loro menti e sembra davvero non esserci più posto per la resurrezione che appare loro un vaneggiamento, esattamente descrivono come il racconto delle donne.

 

Notiamo come Gesù, invece di giudicarli subito per la loro mancanza di fede nelle parole del maestro che aveva predetto la sua resurrezione ai suoi discepoli, si mette in cammino al loro fianco, senza lasciarsi riconoscere ma entrando in un dialogo delicato e discreto per far sì che essi possano tirare fuori e condividere con lui i loro sentimenti più autentici. Comincia poi a spiegare le scritture ed a mostrare come la morte del loro maestro non è stato un evento violento del cieco destino, tutt’al contrario essa faceva parte di un disegno d’amore lungamente preparato dalle scritture, «cominciando da Mosè e da tutti i profeti».

 

Arrivati poi a destinazione, Gesù si lascia invitare a cena e le scritture si compiono ora nella frazione del pane dove il maestro si lascia riconoscere per sparire subito dopo.

 

Il riconoscimento, per quanto furtivo, rimette in moto i due discepoli che così tornano ora a Gerusalemme non più rosi dal dubbio e della disperazione, ma pieni di entusiasmo e con la loro mentre capaci di riconoscere l’amore che infiammava i loro cuori al solo ricordo di Gesù che spiegava le scritture.

 

Anche nella meditazione di oggi, cerchiamo di rivedere nella nostra vita quando la parola di Dio ci ha scaldato il cuore lasciandoci incontrare Gesù che cammina al nostro fianco. Lasciamoci raggiungere dalla eucarestia come presenza di Gesù in mezzo a noi, per rimetterci in cammino ogni volta che ci sentiamo sbandati e senza una direzione dove andare, anzi presi solo da un mortifero desiderio di fuga.