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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Sab 10 Aprile

Meditazione Sab 10 Aprile

Meditazione Sab 10 Aprile 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Non credettero

 

Marco 16, 9-15

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

 

 

 

 

Il brano di oggi è presa dalla parte finale del vangelo di Marco, in cui si riassumono le diverse apparizioni che abbiamo visto in questa ottava di Pasqua e si conclude con la il mandato missionario: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Vediamo che il brano è costellato dalla frase «non credettero» che è ripetuta a seguito delle diverse apparizioni, come a significare che la fede dei discepoli è messa a dura prova proprio alla presenza di Gesù in carne ed ossa.

Il Gesù risorto quindi, “accusando” i discepoli per la loro durezza di cuore, vuole risvegliarli da un sonno e aprire, non tanto i loro occhi, quanto il loro cuore al grande mistero della vita dopo la morte che egli stesso è venuto ad inaugurare.

Ritorniamo così allo scopo centrale per cui Gesù appare ai discepoli: rinsaldare la loro fede e formare una comunità missionaria che andando in tutto il mondo possa annunciare il vangelo, e cioè tutti gli insegnamenti che Gesù ha dato ai suoi mentre camminava con loro nelle strade della Galilea.

Il cristiano quindi al filo delle letture dell’ottava di Pasqua è spronato a risvegliare tutto il potenziale della propria fede per vivere come missionario nella vita nuova che Gesù è venuto a donarci.

Come mi sento rispetto a questo compito, che oramai è divenuto un debito verso i tanti fratelli che ancora non conoscono Gesù o lo conoscono male, per abitudine o per sentito dire, ma senza aver avuto il dono di incontrarlo come magari ho potuto farlo io?