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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Sab 12 Dicembre

Meditazione Sab 12 Dicembre

Meditazione Sab 12 Dicembre 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

La testimonianza dei profeti

 

 

Matteo 17, 10-13
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

 

 

 

Concludiamo questa seconda settimana del Tempo di Avvento continuando a far riferimento all’icona che ci è stata offerta nella Seconda Domenica d’Avvento, quella di Giovanni il Battista, cugino di Gesù: come ci siamo ripetuti nei giorni scorsi, questi ha saputo preparare la strada a Gesù e, al tempo stesso, è rimasto spiazzato dalla bellezza del suo annuncio (Mc 1,1-8).

Il Vangelo, ancora una volta, si sofferma sul lavoro preparatorio che i profeti hanno realizzato per preparare l’avvento di Gesù, in particolare il lavoro generoso di Giovanni Battista, un lavoro testimoniato con il martirio.

Questo lavoro preparatorio continua, perché si rinnova la venuta del Signore. È un lavoro cui siamo chiamati anche noi, per favorire l’attesa e agevolarne o agevolare l’incontro.

Le testimonianze dei profeti trasudano un vissuto intenso e a tratti drammatico.

Questi compagni di cammino hanno svolto un servizio prezioso per le generazioni future e non si sono sottratti alla chiamata che hanno ricevuto. Al tempo stesso, la loro testimonianza non si esaurisce nell’eroismo di cui sono stati capaci, nei requisiti eccezionali che si sono ritrovati e nell’ascesi esemplare di cui sono stati protagonisti. La loro testimonianza ha attinto a man bassa ed è stata possibile grazie a quel tesoro, presente nella loro vita, che è stato la relazione personale con il Signore e che ha avuto un luogo di espressione privilegiato nella preghiera. Ecco la testimonianza di Giovanni Battista.

La mia preghiera si nutre in maniera significativa dell’incontro personale con il Signore?

In che modo?