• Tel: 06 697001 (centralino)

  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Sab 12 Giugno

Meditazione Sab 12 Giugno

Meditazione Sab 12 Giugno 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Custodire nel cuore

 

Luca 2, 41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

 

 

La Chiesa celebra oggi il cuore immacolato di Maria come lo spazio del discernimento e della decisionalità.

L’ultima espressione della pericope di Luca ce lo mostra come capace di registrare e custodire tutte le cose di Dio.

Maria conserva tutto nel suo cuore e cerca di comprendere interiormente e interamente cosa il Signore le chiede, anche attraverso le prove che permette nella sua vita.

La Chiesa, allora, ce la propone come modello del discepolo che cerca di vivere la sua esistenza cristiana in sintonia con il cuore e i desideri di Cristo.

Anche a noi è dato di custodire la nostra interiorità, ossia di cercare di conoscere quello che interiormente ci muove e ci spinge, oppure al contrario ci rallenta nell’azione e diventa così occasione di tentazione e di prova.

Il cuore di Maria è immacolato perché è totalmente aperto all’azione di Dio e del suo santo Spirito, non permettendo che nulla di impuro – cioè di contrario a Dio e al suo amore – lo ferisca e lo contamini.

Questo non significa che il cuore della Madre sia stato esente da ferite, da prove o non colpito dalla durezza della vita.

Maria sperimenta fino in fondo l’amarezza dell’ora della croce – già anticipata nel vangelo che è stato proclamato – e il suo cuore si è spaccato insieme a quello del Figlio.

Eppure, come dal vaso di alabastro che la donna sacrifica per il suo sposo, anche dal cuore aperto di Maria è uscito il profumo della vita.

Maria legge anche questo momento di prova, di aridità estrema, di silenzio di Dio con gli occhi del piccolo che sanno riconoscere l’amore, nella consapevolezza che la propria vita è totalmente consegnata e posta nelle mani di Dio.

 

Nella preghiera, chiediamo allora alla Vergine santa di sostenere il nostro cuore in quell’esercizio della fede che ci rende giorno dopo giorno credenti e immacolati al cospetto di Dio.

Con lei rendiamo grazie a Dio cantando il nostro Magnificat, che è canto di lode e contemplazione dell’operato di Dio nella nostra vita e nella storia.