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Signore solo tu hai parole di vita eterna

 

Ci avviamo verso la fine del sesto capitolo del Vangelo secondo Giovanni. E ci imbattiamo, al termine delle tante affermazioni forti che questo capitolo contiene circa l’identità e la missione di Gesù, in un palese fallimento, ennesimo nel suo ministero, secondo quanto tutti i Vangeli ci testimoniano.
Non voglio qui entrare, però, in questioni esegetiche.
Preferisco, piuttosto, soffermarmi sulle battute conclusive tra Gesù e Pietro.
Proviamo insieme ad immaginare il loro sguardo nell’affermare quanto è scritto. Proviamo a sentirne, a gustarne la densità e la tenerezza.
Soffermiamoci su questa affermazione limpida della solitudine e delusione di Gesù e sul carattere consolatorio e benevolo della risposta di Pietro.
E torniamo, poi, al nostro vissuto di ogni giorno. A tutte quelle circostanze in cui l’affermazione della nostra fede impone sacrificio. A quei momenti in cui ci siamo sentiti feriti, spossati o, magari, incompresi dagli altri. A quelle “salite” che nella vita capita di affrontare. Ai momenti di disincanto e di disillusione che abbiamo potuto sperimentare…
“Nessuno aveva detto che sarebbe stato facile!”
Questo è quanto potremmo sentirci dire da Pietro o dallo stesso Gesù, i quali, al nostro fianco, hanno vissuto e vivono con noi le medesime nostre frustrazioni.
E proviamo a fare nostra la risposta di Pietro: “Signore, sei Tu colui che dà senso alla mia vita. Senza te, non saprei che fare, dove andare, in che credere…”.

 

Spunti di riflessione:

– Quali sono le circostanze di difficoltà e dolore, attualmente, nella mia vita?
– Ho provato a sentire la presenza e la compagnia di Gesù al mio fianco?