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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Sab 20 Febbraio

Meditazione Sab 20 Febbraio

Meditazione Sab 20 Febbraio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

Sono venuto a chiamare i peccatori

 

 

LUCA 5, 27-32

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

 

 

 

Pedro Claver (1581 – 1654), gesuita, affermava: “Cerchiamo Dio in tutte le cose e lo troveremo al nostro fianco”.

Che significa cercare Dio in tutte le cose? Il profeta Isaia nella prima lettura di oggi risponde così: “Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato…Ti guiderà sempre il Signore…Se tratterrai il piede dal violare il sabato…allora troverai la delizia nel Signore…ti farò gustare l’eredità di Giacobbe, tuo padre…perché la bocca del Signore ha parlato”.

I primi passi da compiere per cercare Dio sono due: essere pastori della aggressività che ci spinge all’oppressione e, secondo, togliere ogni pregiudizio che ci priva di incontrare chi è nel bisogno e gli altri in generale. Quanto detto non è semplice, non possiamo pensare superficialmente che: detto fatto! Solo la Parola di Dio è performativa, fa quello che dice, e il Vangelo di oggi ce ne dà un esempio magnifico.

Levi era un pubblicano che, come sappiamo, sono degli ebrei che raccoglievano le tasse per l’Impero Romano, ovvero collaboravano nel soggiogare le terre dell’Impero, e in questo caso reprimevano lo stesso popolo a cui appartenevano. Israele non si vive come una città qualsiasi, ma come un popolo legato da una promessa e da una discendenza, insomma Levi è una pecora nera in casa! Eppure, possiamo immaginare, che da tempo Levi fa sue le parole del salmo che abbiamo letto oggi: “Pietà di me, Signore, a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia”. Levi è un uomo in ricerca e i suoi occhi sono aperti. Probabilmente da tempo sente parlare di questo Gesù, forse lo ha già ascoltato. Da tempo Gesù agisce e predica vicino al lago di Genèsaret. Levi ne è attratto e lo osserva dal suo banco delle imposte, tra mille affari che con quella Parola non centrano nulla, tra persone che lo vogliono amico e altre che lo vogliono morto, incastrato in tante relazioni, desidera: “Rallegra il tuo servo”.

Gesù si avvicina al banco delle imposte di Levi e non lo giudica! Il Signore gli è improvvisamente “a fianco” come dice Pedro Claver. Il Vangelo racconta questo momento prima del banchetto come un momento fugace. Non credo che per il lettore e la lettrice del Vangelo sia difficile immedesimarsi nella scena: traditore, opportunista, che in fin dei conti fa un lavoro che se non lo facesse lui lo farebbe qualcun altro, possiamo essere noi stessi al nostro posto di lavoro con i nostri sani principi e le nostre piccole e grandi pecche, addirittura colpe, ma pur sempre cercatori di Dio e improvvisamente percepire quel “Seguimi”. Percepire che il nostro cuore che anela Dio e Dio gli parla.

Il cammino di Quaresima, alla vigilia della prima domenica di Quaresima, ci ricorda che vaghiamo perché il Signore ci chiama. Il nostro andare, per quanto segnato da buona volontà, è prima di tutto una risposta al Signore Salvatore e Medico. È una risposta in un dialogo tra il nostro cuore che anela Dio e il Mediatore, Gesù Cristo, che si fa carico delle nostre ferite, anche delle varie critiche che ci fa la nostra coscienza e che ci fanno gli altri. Nel cuore di Gesù non abita l’oppressione ma il voler sanare il desiderio di accompagnarci nella nostra situazione reale: “Ti guiderà sempre il Signore” dice il Profeta! Ci sta affianco il Signore nel nostro luogo di lavoro, in casa nostra: Gesù va a casa di Levi, e tra le nostre reali relazioni e nella nostra reale reputazione.

La Grazia da chiedere oggi è quella di sentire come la sua mano potente di Dio ci protegge e ci accompagna, cercandoci lì dove siamo.