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  • ANNO IGNAZIANO [maggio 2021-luglio 2022]

Meditazione Sab 23 Gennaio

Meditazione Sab 23 Gennaio

Meditazione Sab 23 Gennaio 440 277 Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina

È fuori di sé

 

 

Marco 3, 20-21
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

 

 

 

 

Il vangelo proclamato è molto breve ma denso di significati simbolici.

Dopo il rifiuto di Gesù e della sua Parola, il luogo di azione del Signore si sposta dalla Sinagoga alla casa che distingue coloro che sono dentro da coloro che rimangono fuori.

Dentro sta chi è divenuto familiare del Signore attraverso l’ascolto della Parola e l’adesione alla sua mentalità. Fuori, invece, sono coloro che si rendono estranei all’annuncio di salvezza del Vangelo.

La casa diviene figura della Chiesa che, però, non è un cerchio chiuso ma aperto: un luogo dove tutti coloro che si convertono possono entrare per stare con il Signore, origine e fonte dell’unità.

Il vangelo menziona una folla anonima che si raccoglie nella casa, chiamata a diventare progressivamente popolo di Dio, man mano che aderisce all’insegnamento di Gesù con il cuore e la mente.

Di questa folla ci viene detto però che toglie agli apostoli il tempo materiale per mangiare e per nutrirsi del cibo spirituale.

È questa una nota negativa che indica tutta l’urgenza della conversione anche nei credenti, che devono passare da una conoscenza e un amore di Gesù secondo la carne a una conoscenza e un amore secondo lo Spirito.

Un altro segno di negatività è dato dal fatto che chiunque è nella casa è tentato di catturare il Signore, di tirarlo dalla propria parte, invece di lasciarsi attirare da lui.

Marco usa un verbo nervoso – “impadronirsi” di Gesù – che poi tornerà nella Passione per significare l’intenzione di catturarlo per metterlo a morte. Questo verbo si oppone drasticamente al verbo “donare”, che è invece proprio di Dio, venendo così a caratterizzare la tentazione tipica dell’uomo.

Marco ci sta mettendo in guardia: i suoi si servono del Signore, invece di servirlo. Al posto di rendere grazie per il dono che ricevono, tentano di impossessarsene per affermare gelosamente “è mio!”.

Per questa mentalità, Gesù appare come un pazzo e il suo modo di pensare come stoltezza.

La povertà, l’umiliazione, l’umiltà cui ci richiama la sua Parola è percepita con resistenza come follia.

Stare con Gesù, essere dentro la casa della sua sapienza richiede una conversione continua e totale di mente e di cuore.

Se amiamo veramente il Signore dobbiamo amare la sua mentalità, abbracciare i suoi progetti, lasciarci educare dalla sua sapienza essendo sempre pronti a servirlo.

L’amore deve essere sempre purificato, altrimenti è egoismo e scissione interiore tra il desiderio di stare con il Signore e la difficoltà di essere dentro alla sua casa, stare nella sua mentalità.

Chiediamo al Signore il dono dell’unificazione del cuore, perché possiamo abitare felici nella sua casa.