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Il Pane che ci fa uno in Cristo

 

I versetti del vangelo che oggi la liturgia ci propone, dalla relazione personale con Cristo, aprono alla relazione diretta con il Padre.

Questo è lo scopo dell’intera Rivelazione: metterci a parte dell’abbraccio del Padre, permetterci di rispondere con amore al suo proporsi come amore vero.

Cristo non è venuto al mondo per la sua gloria, ma per dare gloria al Padre e, come ci insegna la patristica, gloria del Padre è l’uomo creato.

Nella celebrazione Eucaristica questo aspetto si fa chiaramente evidente.

Per dottrina, siamo abituati a considerare come culmine della celebrazione l’imposizione delle mani sulle offerte e la loro conversione in Corpo e Sangue di Cristo.

Ma a nulla ciò servirebbe se non ne fossimo partecipi, se non volessimo accostarci a quell’unico Pane che ci fa uno solo in Cristo e ci fa Chiesa.

Sono considerazioni fondamentali: nel silenzio più totale, dopo lo scambio della pace, il sacerdote spezza il pane e, nel suo gesto, in quel rumore, in quello spezzarsi, come i discepoli di Emmaus, riconosciamo Cristo stesso, presente tra noi e l’opportunità, nel suo corpo e nel suo sangue, di crescere nella consapevolezza d’essere figli amati.

Questo è il vero centro dell’Eucarestia: la risposta di ciascuno di noi, l’essere messi a parte dell’amore universalmente offerto dal Padre.

 

 

Spunti di riflessione:

  • Cosa reputo centrale nella celebrazione dell’Eucarestia?
  • Come sperimento l’essere «un solo corpo e un solo spirito», ovvero l’essere Chiesa/Comunità con i miei fratelli e sorelle in Cristo?